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La luce e la misteriosa bellezza della vita quotidiana nella mostra da Rembrandt a Vermeer

Articolo di Elettra Cecilia

Cornelis De Vos

“Da Rembrandt a Vermeer - valori civili nella pittura fiamminga e olandese del ‘600″ è la mostra aperta al pubblico fino al 15 febbraio 2009 presso la Fondazione Roma Museo, in via del Corso 320, Roma.

Il tema principale che attraversa la molteplicità dei quadri esposti nella mostra, ” Da Rembrandt a Vermeer“, è il lavoro, i mestieri d’epoca tra i più umili della scala sociale.
Ogni personaggio agisce, come un primo attore in scena, avvolto in una luce teatrale, sulla scena della vita quotidiana, il suo lavoro con cura e grande dignità, completamente assorto nei piccoli gesti. Così possiamo vedere l’arrotino a lavoro, il macellaio nella bottega ma si tratta di uomini che vivono il disagio sociale di essere meno abienti e meno fortunati nella scala sociale e, avvolti nella luce ed ombra propria dei pittori fiamminghi con echi caravaggeschi, diventano quasi eroi del quotidiano.

C’è una luce che scava nelle loro fatiche, nelle loro difficoltà, nel lavorare anche in condizioni ed ambienti degradati o tra ruderi come ad esempio il suggestivo quadro dell’”Arrotino“.
Nella mostra c’è anche un mondo femminile immerso nelle azioni minime quotidiane del lavoro di casa, in cucina, accanto ad un caldo camino acceso o davanti ad una finestra a sbucciare una mela.
Vermeer è noto soprattutto per le immagini quiete e contemplative di donne in un interno.
Gli strumenti e gli oggetti delle tele sono resi con grande precisione ottica e senza idealizzazioni. Prevale una raffinatezza cromatica e il valore poetico della luce che spesso entra lateralmente dalla finestra ed investe ed avvolge i personaggi nelle loro attività quotidiane.
Molto bella ed avvolta in una luce teatrale e senza tempo, è l’immagine della donna anziana che sbuccia la mela vicino la finestra della sua cucina.
Ci sono molte donne protagoniste della mostra e rappresentano le diverse età della vita.

Donne anziane al lavoro di cucina, immerse nel fare del lavoro domestico, ma per passare ad un’altra età e ad un altro ceto sociale, spicca per bellezza e forte impatto emotivo “La ragazza con il filo di perla” di Vermeer, di una dolcezza estrema, mentre si specchia con il volto sorpreso e misterioso, illuminata dalla luce fiamminga che ci rivela un’emozione intima della giovane donna che sembra felice, ma il mistero di qusta emozione non ci è dato di sapere perchè è sola nella sua stanza ed un’aura particolare di mistero la avvolge nella penombra della sala d’esposizione.
La luce evidenzia e ci fa soffermare sui toni ocra dei capelli raccolti, e sull’incarnato dolche e chiaro quasi diafano del suo raffinatissimo volto e del collo con il filo di perle.

Per Vermeer si parla di pittura dell’occhio nell’arte di descrivere il mondo, formatosi sugli esempi del caravaggismo nordico e di Rembrandt.
Si è dedicato alla pittura di genere, si concentra sulla visione, con una luce molto teatrale, capace di creare immagini di rara poesia nelle quali uomini e cose rappresentati su un piano di assoluta parità, vivono come fuori dal tempo, quasi sospesi nel non-tempo.
Nella mostra ci sono anche molti ritratti di nobili borghesi nei loro divertimenti quotidiani o in armatura da cavalieri.

Per concludere l’affascinante percorso dell’arte di Vermeer e di altri pittori fiamminghi, come Hals e Van Dyck, Rembrandt, c’è una tela molto bella ed emozionante del Ritratto delle figlie di Cornelis De Vos che, sedute a terra, giocano e ci guardano splendide, dolci, innocenti nella loro bellezza avvolte in una luce che rivela la ricchezza e lo sfarzo dei loro abiti e dell’incanto dell’infanzia ritratto nei loro volti angelici ed incantati dal gioco della vita, ignare del mondo adulto, della fatica del lavoro, e spesso della tristezza e delle difficoltà della vita che invece si vede nelle altre tele, della mostra, che ritraggono alcuni mestieri e anche uomini che si scontrano in squallide taverne tra risse e violenza.
La mostra ci dona il fascino della realtà quotidiana e ci fa cogliere il mistero, la bellezza e la metafisica delle azioni dei gesti più semplici e diretti della vita, come fotografie di emozioni intime dei volti degli uomini e delle donne protagonisti delle tele.

Di Elettra Cecilia

info: Associazione Cultura Italia,
tel: 0668192230
www.associazioneculturaitalia.it

Mosta a Palazzo Ruspoli 2009

Da Rembrandt a Vermer
Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009Mosta a Palazzo Ruspoli 2009

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