Questo sito contribuisce alla audience di

Picasso al Vittoriano, volti femminili in primo piano

Articolo di Elettra Cecilia

Picasso

Picasso, l’arlecchino dell’arte è il titolo della mostra che si è conclusa lo scorso 8 febbraio 2009.
Picasso e la sua genialità, si è sempre vestito di molti colori, passando attraverso varie fasi: da quella in cui si notava l’influsso impressionista, seguita dal periodo blu e rosa fino alla fase della scomposizione cubista.

La mostra al Vittoriano ci espone un breve percorso della grande e molto intensa, proficua attività artistica di Picasso.
Nudi di donna dai toni lilla e glicine, corpi sferici e sinuosi nelle linee arabescate, volti enigmatici di donne che ci raccontano l’orrore della guerra di Spagna attraverso volti ed espressioni di disperazione con linee spigolose e spezzate, tratti somatici incisivi della linea nera di contorno, volti mostrati e dipinti su più piani: frontale, di profilo e in profondità, ma che ci urlano l’orrore e la paura della morte, della guerra.

Sono volti femminili avvicinati a primi piani di cavalli spaventati che si immagina mentre nitriscano di dolore e sofferenza fisica.
Nella mostra ci sono anche dipinti preparatori al grande capolavoro del 1937: Guernica. Molto enigmatico è il bellissimo Ritratto di Dora Maar, affascinante nei suoi abiti moderni, solo apparentemente serena, in toni e colori contemplativi tra lilla, verde e blu. Lei ci guarda e sembra parlarci, con il suo essere, di donne amanti, mogli, di donne bambine, di donne che lavorano, donne emancipate, ma soprattutto, di donne-vita che generano vita-amore in riferimento anche ai vari nudi sensuali dipinti da Picasso ed inseriti nella mostra a coronamento di un mondo femminile sempre al centro dell’immaginario artistico di Picasso.

Sono ritratti di donne come dee-madri, donne che sentono profondamente, che amano, che soffrono ed amplificano, nelle loro espressioni, il dolore della morte, della violenza, della distruzione causata dalla guerra di Spagna e simbolicamente da ogni guerra e così sempre attuali nel mondo contemporaneo.

Nella mostra è presente anche l’Arlecchino o ritratto di Massine il giovane coreografo Leonid Massine con cui Picasso era entrato in contatto per la compagnia di danza d’avanguardia “Ballets Russes”, di cui Picasso è stato scenografo del balletto Parade del quale sono stati ricostruiti alcuni costumi in mostra. L’Arlecchino arriva da Barcellona, ci dona il volto malinconico del coreografo Massine, con tratti veristi che rimandano al periodo Rosa.

Sorpresa della mostra è la presenza del quadro L’italien dove c’è la presenza di Roma, città aterna, con l’inconfondibile cupola di San Pietro dipinta con tocchi e tratto veloce e di rosso, in ricordo del viaggio romano di Picasso. Si tratta di una delle due uniche tele che il pittore spagnolo ha lasciato a ricordo del suo soggiorno a Roma, che dalla Svizzera torna per la prima volta in Italia. Si rielevano stilemi cubisti molto ammorbiditi e colori squillanti e la sagoma di San Pietro è sullo sfondo forse ripresa da una cartolina che si vendeva come souvenir.

Picasso

Picasso
PicassoPicassoPicassoPicassoPicassoPicassoPicassoPicassoPicasso, PicassoPicassoPicassoPicasso

Ultimi interventi

Vedi tutti