Dido and Aeneas di Sacha Waltz

Martedì 16 giugno 2009 ore 19.00 - 20.30

cosmos

caosmos / cia Gabriella Riccio

martedì 16 giugno 2009 ore 19.00 - 20.30
contemporanea 09 rassegna video e incontri a cura di gabriella riccio
presenta

l'autore Sasha Waltz
il video DIDO AND AENEAS
la compagnia Sasha Waltz & Guests

Chiude Contemporanea09 con il 6° incontro dedicato a Sasha Waltz, coreografa di punta tedesca, recentemente insignita del titolo di Chevalier del Arts et des Lettres dall'Academie de France, con l'opera coreografica

DIDO & AENEAS
regia e coreografia SASHA WALTZ
musica di Henry Purcell

Opera in prologo e 3 atti su testo di Nahum Tate

AKADEMIE FÜR ALTE MUSIK BERLIN
direzione e ricostruzione Attilio Cremonesi

Dido and Aeneas
Un esempio di "Teatro totale"
di Gabriella Gori 30/08/2006

"Omnia mutantur, nihil interit" (tutto si trasforma, nulla perisce) recitano le Metamorfosi di Ovidio e la forte pregnanza di questo celebre verso, che riecheggia il pànta rèi eracliteo, può essere presa in prestito per farne lo slogan dell'odierno "trasformismo" artistico di alcuni coreografi della scena coreutica internazionale. Da alcuni anni infatti si assiste ad un singolare fenomeno che vede i dancemakers occuparsi di allestimenti di opere liriche sia come autori delle parti coreografiche, che come registi veri e propri di queste messinscene. Una trasformazione sintomatica di un desiderio, e anche di un'esigenza, di esplorare nuovi campi e soprattutto di cimentarsi nel recupero del "teatro totale" wagneriano. Un progetto artistico in cui la danza si assume il compito di rendere visibile quello che musica, canto, parola, esprimono in nome di una teatralità olistica che ridisegna la concezione stessa dello spettacolo. Un'azione scenica 'agglutinante' che, superando le barriere di generi e codici espressivi differenti, fonde i diversi piani della rappresentazione e di cui non mancano esempi significativi. L'Orfeo di Monteverdi realizzato da Trisha Brown nel '98, il Didone e Enea di Mark Morris del 1999, l'Orfeo e Euridice di Gluck coreografato da Emio Greco e Pieter C.Scholten nel 2004, Il Flauto magico di Mozart con la regia di Stephen Medcalf e le coreografie di Michael Tracy per i Pilobolus Dance Theatre nel febbraio 2006, il King Arthur su musica di Purcell con regia e coreografia di Mark Morris a giugno, il Didone e Enea del coreografo e regista Wayne McGregor a luglio alla Scala di Milano. Un novero di "coreoautori" fra cui si colloca anche Sacha Waltz, esponente dell'ultima generazione del Tanztheater.

Un'enorme vasca piena d'acqua che riempie il palcoscenico e, a sipario aperto, si mostra in tutta la sua imponenza agli spettatori che si accingono a prendere posto in sala. Una tipica "meraviglia" del teatro barocco ideata dalla stessa Waltz e da Thomas Schenk, come le scenografie dell'intero spettacolo, che richiama la maestria di Inigo Jones. L'architetto che nel Seicento contribuì allo sviluppo del masque grazie alla collaborazione con il musicista Ben Jonson e all'incontro in Italia con lo scenografo Sebastiano Serlio. Il famoso artifex di macchine teatrali in grado di costruire strabilianti trucchi scenici. Questa piscina all'inizio del Dido and Aeneas accoglie Nereidi, Tritoni, Ninfe, che al sorgere del festante Febo Apollo, tutto preso dall'arrivo di Venere e della primavera, si tuffano in una danza acquea di notevole impatto visivo e presenziano all'Amore di Didone ed Enea. Man mano che l'acqua defluisce appare Cartagine in cui Didone ed Enea vivono la loro passione immersi in un bucolico locus amoenus, circondati da un coro di pastori e pastorelle.

Nel primo atto tutto avviene nella reggia dove Belinda, la confidente di Didone, che in Purcell prende il posto della virgiliana sorella Anna, esorta la regina a seguire i propri sentimenti mentre il personaggio della Seconda Donna sottolinea i rischi politici di un simile legame. L'arrivo del nobile ospite, accompagnato dal suo seguito e in tutta la sua folgorante bellezza, chiude il primo atto in un'atmosfera serena. Nel secondo la Maga svela il suo progetto di vendetta contro l'odiata Didone e s'impegna a favore del volere del fato, che ha già stabilito la partenza di Enea per le coste italiche. In un boschetto, dove si svolge una caccia, Belinda celebra il paesaggio e la stessa Diana ma la Seconda Donna richiamandosi alla tragica fine di Atteone, divorato dai suoi stessi cani, evoca un triste presagio di morte e sventura. L'arrivo di un temporale incupisce gli animi di Didone ed Enea mentre un elfo, con le sembianze del messaggero di Giove, Mercurio, ordina al principe troiano di partire. Il terzo atto vede l'euforia dei marinai, pronti a salpare, e la soddisfazione delle due Streghe e soprattutto della Maga che, novella Giunone, gioisce delle sventure dell'eroe troiano e pensa di vessarlo ancora di più con una tempesta marina. Dopo una conversazione con Belinda, nella quale Didone confessa la consapevolezza dell'inevitabile fine del rapporto, la regina ed Enea hanno un ultimo incontro in cui, a differenza di quanto accade nell'Eneide, l’eroe cerca di giustificarsi incolpando il volere divino e si dichiara pronto a disubbidire. Elissa rifiuta il velleitario gesto e lo accusa di ipocrisia e slealtà. Sarà lei a lasciarlo e, una volta congedato l'amato e salutata Belinda, si uccide. In un coro conclusivo gli Amori promettono di vegliare in eterno sull'infelice regina.

La Waltz di fronte a questo dramma in musica, che infarcisce la tradizione mitologica classica di richiami al fiabesco mondo anglosassone, mette in atto suggestive soluzioni coreutico-teatrali con lo sdoppiamento dei protagonisti, un procedimento che ricorda quello di Rehinild Hoffmann nell'Idomeneo di Mozart, e un sapiente uso del coro. I cantanti nel Dido and Aeneas hanno il loro doppio in singoli danzatori che danno corpo alle passioni e alle emozioni, espresse dalla musica e dal canto, con una vigorosa orchestica di stampo contemporaneo. Addirittura la figura di Didone, incarnata dal mezzosoprano Aurore Ugolin, ha intorno non una ma due coreute, Clémentine Deluy e Michal Mualem, a sottolineare la lacerazione del suo animo, diviso tra la felicità dell'amore per Enea e la paura per l'intensità di questo legame. Una sorta di "ragione e sentimento" che sembrano riflettersi anche nella contrapposizione tra Belinda, simbolo della passione irrazionale rappresentata dal canto del soprano Deborah York e dalla danza di Sasa Queliz, e la Secondo Donna, simbolo della pacata razionalità, a sua volta resa dal soprano Céline Ricci e dalla tersicorea Maria Marta Colusi. La duplicazione si ritrova anche per Enea nel baritono Reuben Willcox e nel ballerino Virgis Puodziunas, che in alcuni momenti sono attorniati dal seguito composto dai danzatori Luc Dunberry e Manuel Alfonso Perez Torres.

Del figlio di Anchise la "coreoregista" contribuisce a sottolineare, come in Purcell, il suo essere totalmente diverso dall'eroe virgiliano, il pius per eccellenza rispettoso del volere del fato e consapevole della missione provvidenziale affidatagli. Enea nella messinscena è un uomo vittima di un destino avverso e contrapposto alla regina di Cartagine, la vera eroina della pièce. La Maga, resa en travesti dal baritono Fabrice Mantegna, ha come Didone una duplicazione coreica in Juan Kruz Diaz de Garaio Esnola e Xuan Shi, per raffigurare il suo odio per Elissa ed Enea e a cui fa da contraltare la Prima Strega en travesti, interpretata dal tenore Eberhard Francesco Lorenz e dal danzatore Takako Suzuki, e la Seconda Strega, sempre en travesti, portata in scena dal tenore Michael Bennett e dal ballerino Jirì Bartovanec.

D'impatto risultano le scene corali come quella della festa di corte in cui il canto, la musica, la danza, creano un'atmosfera ilare e distesa fra il pullulare di abiti variopinti ed eccentrici. Veri coup de théatre sono le apparizioni improvvise di Maga e Streghe da botole nascoste o la realizzazione del bosco con danzatori trasformati in alberi-viventi. Suggestiva in chiusura la sequenza della morte di Didone che, preda del furor amoris e avvolta dai suoi lunghi capelli, sparisce contemporaneamente all'accendersi di tante luci sul palcoscenico vuoto.

Alla fine orchestra, cantanti e danzatori sono stati sommersi da lunghi e calorosi applausi del pubblico che ha riservato a Sacha Waltz, quando si è presentata in palcoscenico, un'ovazione speciale.

Contemporanea 09 rassegna video a cura di Gabriella Riccio
conversazioni e incontri di avvicinamento alla performance contemporanea

una rassegna di video concepita come laboratorio teorico / pratico

ogni video sarà accompagnato da una conferenza/seminario intesa come introduzione al linguaggio della performance, della nuova danza e della coreografia d'autore

un' azione di promozione della contemporaneità e di formazione del pubblico a nuovi linguaggi volta a presentare in 6 incontri gli autori, le strutture, le compagnie, gli spettacoli, le tecniche di alcune delle realtà più rappresentative del panorma attuale

gli incontri si rivolgono a tutti
al più ampio ed eterogeneo pubblico
interessato ad approfondire la conoscenza del panorama della performance

gli incontri si tengono ogni martedì dalle ore 19.00 alle 20.30
presso

caosmos gallery

via bonito 16 Napoli vanvitelli

info 081 578.70.37 - 339.77.77.242

tessera-abbonamento 60€ (sconto per gli studenti 30€)
singolo incontro 10€
è gradita la prenotazione (posti limitati)
iscriviti on line!

caosmos / cia gabriellariccio

www.caosmos.it

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