Elettra:__Come hai messo in scena il mondo di Cenerentola, una fiaba dove c’è già tutta la vita con le sue gioie e le sue difficoltà, con i rapporti spesso difficili con figure genitoriali o fraterne, con amici per un’adolescente che vive di desideri e sogni, che vive dietro le quinte ma poi arriva il suo momento, brilla, si realizza, trova l’amore ed è felice.
Fabrizio Monteverde__La mia Cenerentola è il racconto di un’adolescente che si affaccia al mondo dell’età adulta…..con tutto quello che ciò comporta: timori, ardori, ansie e soprattutto curiosità idirizzata alla scoperta dell’altro sesso.
L’ambientazione è una sorta di collegio/scuola di danza frequentato da “mostruose” ragazze e da Cenerentola che è considerata un po’ la “diversa”.
Per tutto il primo atto del balletto non vedremo mai una figura maschile, ossia, anche i ragazzi danzeranno en travesti, questo perchè, in questa prima parte, mi interessava principalmente mettere l’accento sui difficili rapporti tra la protagonista, le sue “amiche”/sorellastre e la figura della Direttrice/Matrigna.
Nel secondo atto durante la Festa appare per la prima volta la figura maschile e questa visione farà si che da quel momento tutto il mondo fatto di soprusi e angherie sparirà in un istante.Il Maschio/Principe visto come il salvatore o, meglio, il traghettatore che ci accompagna verso una giovinezza più consapevole.
Per l’ambientazione, i costumi, i colori, le luci, mi sono ispirato al cinema espressionista tedesco perchè mi sembrava adatto a descrivere bene le luci e le ombre dell’animo umano…perchè dava quel segno oscuro alle vicende e alle situazioni che la storia raccontava e mi allontanava il più possibile da tante rappresentazioni caramellose della fiaba.
Intervista a cura di Elettra Cecilia
Cenerentola di Fabrizio Monteverde

Elettra Cecilia








