
Oggetto della conferenza è il rapporto tra la danza e la diversabilità o disabilità. Ci sono molte realtà e tecniche al riguardo. Qui si fa riferimento alle principali e più significative esperienze a livelli alti come l’attività di danzaterapia di Maria Fux sin dagli anni settanta, alla danceability di Alito Alessi sin dagli anni ottanta e ad altre bellissime realtà nel mondo della danza che operano per i diversamente abili.
Nel contesto della danceability si approfondisce il tema della memoria del corpo e l’immagine corporea dell’alunno disabile che svolge danceability e, quindi, si passa ad analizzare i vantaggi che ne conseguono da un punto di vista affettivo-relazionale e neuro-psicomotorio per l’alunno.
Lavorando sul motorio, con l’attività di danza, si attivano le aree frontali del cervello del soggetto, si recupera l’immagine di sé, lo schema corporeo e si attivano i neuroni mirror fondamentali nella comunicazione non verbale e per entrare in empatia con gli altri e quindi si fa un lavoro neuropsicomotorio sul soggetto disabile che migliora le funzioni dell’asse affettivo relazionale, motorio e cognitivo.
La relazione sulla danza e l’handicap è tratta dalla tesi di specializzazione che la Prof. ssa Elettra Cecilia ha discusso presso l’università Ca’ Foscari di Venezia, essendosi specializzata nella didattica speciale per disabili.
Per informazioni, contatti e collaborazioni, potete scrivermi: danzacontemporanea@supereva.it
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Elettra Cecilia








