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Danza e pittura nelle Avanguardie del Novecento

La pittura di Matisse, Picasso, Leger, Schlemmer, Depero e Balla ed il teatro di danza. Relazione discussa con molto successo dalla Prof.ssa Elettra Cecilia al I° Raduno Internazionale della Danza 2010, Teatro Comunale di Fiuggi 3-4-5 Gennaio 2010,

La danza Matisse

Nella conferenza si parla di come l’arte moderna si manifesti anche in esperienze di lavoro fatto di sinergie di diversi artisti impegnati nella scenografia, nella coreografia, nella danza e nella musica. Siamo nel periodo delle Avanguardie del primo ventennio del Novecento ed alcuni pittori come Picasso, Leger, Matisse, Schlemmer, Balla e Depero sono affascinati dalla danza e realizzano delle opere con tema principale la danza, ma anche scenografie e costumi, ponendo l’accento sull’espressività del corpo umano unito all’azione, alla musica e alla danza.

Matisse diceva: “Amo molto la danza. La danza è una cosa straordinaria: è vita e ritmo. E’ facile vivere con la danza”.

PARIGI 1910
Il dipinto “La danse” di Matisse è considerato un capolavoro del 1900. Il quadro ha un significato mitico cosmico. Infatti il suolo rappresenta l’orizzonte terrestre, il cielo ha la profondità turchina degli spazi interstellari. Tra cielo e terra appaiono, come dei giganti, delle figure che danzano.
I corpi dipinti sono concepiti come delle architetture fatte di elementi in tensione nello spazio aperto, tra cielo e terra quali espressioni di slancio vitale e di evoluzione creativa. Sono corpi stilizzati in sintesi di volume, linea colore, sono corpi che rappresentano una bellezza mai vista, sovrannaturale che va oltre il naturalismo del bello classico del mondo greco o romantico, ma si tratta di un bello che implica in sé anche il suo contrario: il brutto. Il bello secondo MATISSE si esprime in una forma continua e ritmica in quanto le cinque figure femminili si allungano e si flettono nel ritmo della danza che le trasforma. La loro bellezza è inseparabile da quella dello spazio in cui danzano.

I piedi delle figure danzanti premono in mezza punta sul suolo come se fosse elastico, l’andamento è circolare, rituale ed enfatizzato anche dalla curva delle braccia. Richiama le danze primordiali che sono sostanzialmente un fenomeno magico, antico atto creativo, trionfo della vita sulla morte.

Il colore è uniforme e delineato da contorni neri ondulati simili ad arabeschi decorativi. Siamo in un periodo di grandi innovazioni nell’arte d’avanguardia.
Già nel 1907 con “Les Demoiselles d’Avignon” Picasso da’ espressione al Cubismo e nel 1910, anno della Danza di Matisse, Kandinskij dipinge il primo acquerello astratto dando espressione all’astrattismo nell’arte.
Ma figure femminili che danzano, tenendosi per mano a formare un girotondo, appaiono in un altro famosissimo dipinto di Matisse : “La gioia di vivere” del 1906, che è anche una rilettura delle “Bagnanti” di Cesanne del 1898-1905, esposto al Salon des Indipendents di Parigi.

Gli studiosi della simbologia delle culture più antiche hanno osservato che le danze eseguite, tenendosi per mano, significano l’unione tra cielo e terra e con la danza e la musica l’uomo si rende partecipe di questa unione e la terra e il cielo nella “Danza” di Matisse non sono solo uno sfondo, ma protagonisti d’azione.

La “Danza” di Matisse così diventa rappresentazione dell’universo ridotto ai suoi elementi essenziali il cielo, la terra e le figure umane che percuotono il suolo in mezza punta per staccarsene e animare l’aria e il cielo blu cobalto che ne accentua la profondità. L’arte non è decorazione ma conoscenza e interpretazione del reale.

Di Elettra Cecilia

Danzaraduno gennaio 2010

Danza e pittura nelle Avanguardie del Novecento
Danzaraduno gennaio 2010La danse di MatisseLa gioia di vivere di Matisse

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