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Picasso e i Ballets Russes di Diaghilev

DANZA E PITTURA NELLE AVANGUARDIE DEL NOVECENTO, La pittura di Matisse, Picasso, Leger, Schlemmer, Depero e Balla ed il teatro di danza. I° Raduno Internazionale della Danza 2010, Teatro Comunale di Fiuggi 3-4-5 Gennaio 2010, Relazione della Prof.ssa Elettra Cecilia

Parade scenario di Picasso

Siamo nel 1917, ed era già apparso il dipinto “Le muse inquietanti” di De Chirico e quindi l’arte Metafisica; era già apparso il manifesto del futurismo nel 1909 ed anche il cubismo di Picasso nel 1907, con “Les demoiselles d’Avignon”, aveva avuto la sua notorietà ma anche il suprematismo di Malevic nel 1913.
Nel 1917 riprende il filo rosso che congiunge la pittura e il teatro con la scenografia di Balla di cui vedremo il bozzetto per “Feu d’artifice” di Igor Stravinskij. Il futurista Balla è incaricato di mettere in scena la partitura musicale di Stravinskij e quindi crea uno scenario plastico, utilizzando volumi asimmetrici e forme dinamiche ed astratte che risentono dell’astrattismo di Kandinskij.

Rappresenta traiettorie di voli di uccelli e l’esplosione di fuochi d’artificio come esaltazione futurista del movimento. Balla, per tali forme, utilizzò
stoffe colorate illuminate dal retro che creavano delle trasparenze e rifrazioni per espandere la musica di Stravinskij.
Siamo ancora nel 1917 e sulla scia dell’esaltazione futurista del movimento, del mito della velocità, della celebrazione della macchina, la DANZA resta al centro dell’attenzione dell’arte pittorica come testimonia il futurista Fortunato Depero che, nel 1917, dipinge “Ballerina idolo” e “Balli plastici” nel 1918. Come si può notare in questi due dipinti con tema la danza e la ballerina, il suo stile è caratterizzato da una forte sintesi dinamico-astratta, ma ci sono forti riferimenti anche al cubismo di Picasso.

Siamo ancora nel 1917, anno cruciale, e dalla collaborazione tra il pittore Picasso e il coreografo Massine viene creato il balletto “Parade” da un’idea di Jean Cocteau su musica di Satie. Il sipario dipinto da Picasso pone al centro acrobati, saltimbanchi, musicisti e pagliacci che preannunciano le scene del balletto che si svolgeva sotto un tendone da circo. Tra i costumi abbiamo un cavallo in stile cubista e una struttura cubista ideata per il Manager di Parigi.

Il balletto era stato commissionato da Sergej Diaghilev ideatore-impresario dei Ballets Russes, il quale diceva spesso a Cocteau: “SORPRENDIMI!” Questo fu lo slogan dell’epoca ed esprimeva bene il furore con cui gli artisti creavano un modo sempre nuovo di esprimere il proprio tempo.

Cocteau dice che “Parade” è nato con un colpo di bacchetta “è i libri sono scritti, la macchina fotografica sgobba, la penna disegna, l’attore recita. E’semplicissimo, un mago. E’ inutile che analizziamo il nostro lavoro. E’ stato montato senza sforzo”.
Parade introdusse Picasso a teatro e questo fu l’inizio del suo riconoscimento pubblico del suo lavoro. Sul programma di sala fu scritta una nota a cura del poeta, drammaturgo d’avanguardia G. Apollinaire:

“Parade è l’esprit nouveau” ed evidenziava che “il legame tra costume, scenografia e coreografia ha dato origine ad un certo surrealismo quale espressione dello spirito nuovo e trasformerà le arti in gioia universale”.
“Suoni, gesti, grida, rumori,musica,danza, acrobazia, poesia, pittura, cori azioni e multipli decori questo è ciò che Parade voleva essere” e Cocteau credeva che tutto questo fosse cubismo. Picasso infatti voleva creare dipinti inaccettabili per far arrabbiare la gente, per far rendere conto che vivevano in un mondo pazzo in cui il mondo non era come pensavano che fosse e diceva “Per me un quadro è una somma di distruzioni ossia opposizione , destrutturazione dell’arte del passato” cosa che è il filo rosso che attraversa tutte le avanguardie artistiche del ‘900 come lo sono i Ballets Russes e la danza libera di Isadora Duncan oppositiva e nemica del balletto classico.

Picasso amava molto le maschere negre che aveva visto a casa di Matisse, poiché sono dei soggetti magici, contro gli spiriti ignoti, minacciosi contro tutto e diceva: “Anche io sono contro tutto. Anche io credo che tutto sia ignoto, tutto nemico.”

Per Diaghilev, Picasso realizza anche la scenografia per il balletto “Pulcinella”, con coreografie di Massine e realizza uno scenario semplice ma lo spazio risente dell’impostazione geometrica del cubismo, scomposto in rettangoli, triangoli, trapezi con l’uso di toni freddi ad evocare il chiar di luna sullo sfondo del Vesuvio e il palcoscenico dipinto di bianco illuminato da riflettori.

Di Elettra Cecilia

Sergej Diaghilev

La pittura e la danza nelle Avanguardie del Novecento
Sergej DiaghilevParade, scenario-bozzetto per Ballets RussesCostumi cubisti di PicassoCostumi cubisti di PicassoAcrobata di PicassoI° acquerello astratto di KandinskijLe muse inquietanti di De ChiricoBozzetto di Balla per Feu D'artifice di StravinskijIsadora Duncan e la danza  libera

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