OpificioTrame in scena

SABATO 27 MARZO 2010 ore 21.30 SPAZIO TADINI Coreografia e Regia: Federicapaola Capecchi Testi: Riccardo Walchhutter; Emilio Tadini Musiche: Maurizio Corbella Con: Riki Bonsignore, Federicapaola Capecchi, Maurizio Corbella, Jean Paul Dal Monte, Stefano Roveda Produzione: OpificioTrame & Spazio Tadini Ispirato all'opera d'arte "Fiaba Image-Magie" di Emilio Tadini

opificio trame

Spettacolo di teatrodanza PATROCINATO DAL COMUNE DI MILANO
per La Rassegna “Teatro ad Arte” che rientra nella giornata mondiale del teatro 2010

Prende il via la Rassegna TEATRO AD ARTE di Manuela Tadini realizzata in collaborazione con Spazio Tadini, con il Patrocinio del Comune di Milano Settore Cultura.
4 serate per amalgamare alcune forme d’Arte come il Cinema, la Musica, la Danza e la Poesia attraverso il Teatro. La Rassegna è ideata dall’attrice, regista e drammaturga Manuela Tadini e realizzata in collaborazione con Spazio Tadini.

Ad inaugurarla è la Performance [Danza_Teatro_Pittura] Produzione OpificioTrame e Spazio Tadini.
Spettacolo nato all’interno del progetto Coreografia D’Arte di Federicapaola Capecchi, Francesco Tadini e Melina Scalise, è ispirato all’opera d’arte di Emilio Tadini. “Costruito a partire dal quadro ed intorno ad esso è un viaggio verso un’ umanità possibile.

Il dipinto è parte dello spettacolo: sospeso, attore per primo sulla scena e i danzatori creano un’ nterazione diretta con esso. Una drammaturgia scandita in quadri attraverso personaggi che si muovono senza peso dentro e fuori ogni piano, situazione, esperienza.

Il leitmotiv coreografico e dell’uso del contact spinge i danzatori ad un’ inarrestabile ed inevitabile mutazione fisica, corporea, visiva ed emozionale veicolata attraverso corpi imperfetti, spesso, capovolti, ma liberi, dove tutto è finalmente possibile. E Ancora…Continua…”

Sono aperte le prenotazioni.

Note della coreografa: Federicapaola Capecchi

Questo spettacolo è un desiderio. Un sogno, una passione, uno stupore, una speranza. Un viaggio verso il possibile. Non vuole essere altro che questo. Volutamente non ho riletto critiche e analisi dell’opera. Perché volevo un rapporto diretto, da corpo a corpo, senza mediazioni o tecnicismi.

Ho solo riletto alcuni testi di Emilio Tadini, per risentire le sue parole che, a me, sono sempre arrivate come un corpo. Amo le opere di Emilio Tadini, quelle dipinte e quelle scritte e forse anche quelle quotidiane che non conosco, come il fiato che mi fa respirare. diceva Michelangelo. Ecco, mi sentirei di dire che nel flatus dell’impulso della mano di Emilio Tadini son le visioni di un’umanità possibile, di una vita realizzabile; nella materialità dell’impasto di Fiaba-Image Magie, senza prender respiro, tutto in un tempo, son le storie, le vite, i pianti, le risate del gioco del teatro della vita. Che, credo, Emilio Tadini conoscesse benissimo.

Qualunque vita. Ho sempre pensato di lui che fosse anche un grande critico del sociale. Sento un legame personale molto forte con i suoi mondi popolati spesso da figure capovolte…chi conosce i miei lavori sa che il leitmotiv del mio coreografare e dell’uso del contact spinge i corpi ad un’inarrestabile ed inevitabile mutazione fisica, corporea, visiva ed emozionale veicolata dal mio personale percorso di ricerca proprio attraverso corpi imperfetti e, spesso, capovolti. Con Fiaba-Image Magie sento un legame particolare e fisico.

Ogni volta, dinanzi a quest’opera, il sangue scorre più veloce, pulsa, preme, gli occhi sembrano abbagliati se si spostano rapidi da una figura all’altra; il battito accelera fino ad abbracciare il nodo in gola di una commozione soave e profonda; immagini e parole, infinite, si confondono l’una nell’altra fino a perdere significato o ad averli tutti, anche quelli che non conosco e sospendere tutto il mio corpo, in aria, nel vuoto di una strana solitudine, mai triste, mai greve, nel pieno di una possibile ricompensa, e di un’unica grande immagine che poi ricordo.

Un’immagine, una sola, non intesa come normalmente intendiamo questo termine, ma una vera e propria irruzione che rimette in moto il tempo. Quello di un domani possibile se la vita, qualunque vita, si facesse finalmente umana.

OpificioTrame
tel-fax +39 02 2484027; www.opificiotrame.org

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