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La danceability e Pierluigi Zonzin

La Danceability Pierluigi Zonzin la consiglia a chiunque voglia uscire dagli schemi e mettersi in gioco…a tutti! Ognuno potrebbe utilizzare questa disciplina in base alla propria personalità. La Danceability permette di conoscere se stessi al meglio, è una forma di socializzazione, di adattamento, di sperimentazione da cui si possono trarre benefici fisici ma soprattutto psichici. Pierluigi Zonzin ha avuto proposte per poter lavorare in centri per diversamente abili, ma la proposta è stata da subito bocciata per il semplice motivo che, lavorando con un gruppo di soli diversamente abili, non si riusciva a trasmettere l’idea di questa nuova forma di movimento.

Pieluigi Zonzin

Pierluigi Zonzin, persona con disabilità dal 1994, ha iniziato l’attività come danzatore, per poi diventare romoter/organizzatore e infine insegnante di Danceability.

Zonzin, faceva parte di un gruppo amatoriale di una compagnia teatrale di Schio “Teatro 80”ed era l’unico disabile in un gruppo di normodotati. Proprio questo aspetto lo ha spinto a cercare qualche disciplina che potesse far lavorare sia con normodotati che con diversamente abili. Ha poi avuto l’opportunità di partecipare ad una lezione di teatro danza in cui si dava spazio all’improvvisazione. “La lezione mi ha lasciato il segno”… Dice di aver avvertito un senso di libertà, leggerezza ed uguaglianza mai provato prima. Dopo aver preso contatti con varie associazioni, ha partecipato ad un incontro dove vi erano 25 persone tra cui disabili motori e psichici. In quell’occasione ha lavorato anche con autistici, ciechi, sordomuti.

L’insegnante non riscontrava molte difficoltà, perché per coloro che non utilizzavano un linguaggio verbale, c’era l’interprete che, nel momento in cui bisognava effettuare delle spiegazioni, oppure esprimere delle considerazioni, attraverso il linguaggio dei segni, dava la possibilità al diversamente abile di esser alla pari con gli altri. Dopo questa esperienza il desiderio di divulgare questa disciplina aumentava giorno dopo giorno…

Dopo continui aggiornamenti e partecipazioni a corsi, nel 2001 decide di proporre un progetto di Danceability sia per un interesse personale che professionale. Per propagandare l’iniziativa ha organizzato degli incontri nei centri per diversamente abili consistenti in proiezioni di filmati e chiarimenti sull’iniziativa. Ha partecipato ad alcune manifestazioni come referente di associazioni che ad esempio promuovevano lo sport per diversamente abili (come il basket o il tennis tavolo). Ha utilizzato la piu’ grande fonte di informazione: Internet che gli ha permesso di espandere il suo messaggio in ogni parte del mondo.

Ha introdotto la Danceability in diverse scuole primarie e secondarie nella provincia di Vicenza: “all’inizio, i ragazzi e i docenti restano sorpresi da questa nuova figura di insegnante che è lontana dagli schemi e dai concetti considerati per lungo tempo. C’è sempre la paura di essere inadeguati e le difficoltà maggiori sono verso quelle persone che non utilizzano un linguaggio verbale e con disabilità psichica poiché l’insegnante deve trovare il modo migliore per comunicare e spiegare l’esercizio da eseguire.

Il lavoro è proposto in base al tipo di partecipanti e alla disabilità presenti per costruire un’attività per tutti e che non condizioni l’intero gruppo. I ragazzi vivaci responsabilizzati a lavorare con compagni di classe con disabilità rispondono meglio di altri nelle esercitazioni richieste; tuttavia, prima di proporre il laboratorio vi è un momento di introduzione sulla disabilità, la visione di video sulle performance svolte in precedenza e la spiegazione su quello che si andrà a svolgere. Il lavoro di ricerca e promozione ha poi permesso di sostenere un corso a Schio con la partecipazione della compagnia “Ottavo Giorno”, associazioni esterne e centri per diversamente abili.

Al corso hanno partecipato 24 persone. Gli incontri c’erano una volta al mese per 5 ore e il corso si è concluso con un saggio finale. Come prima esperienza, al di là delle varie difficoltà , è andata benissimo: c’era interesse in ogni partecipante, che aveva voglia di imparare, di sperimentare e di mettersi in gioco. Da questa iniziativa ci si aspettava un maggior appoggio da parte degli enti pubblici, ma nonostante non si è verificato, Pierluigi Zonzin non si è fermato al primo ostacolo ed è riuscito ad ottenere il suo obiettivo.

Nel gennaio 2005 ha partecipato alla settimana intensiva di Danceability vicino Varese. Lì ha avuto la fortuna di conoscere Alito Alessi, il fondatore della danceability, e su sua proposta, ha frequentato il corso di formazione per poter insegnare al Teacher Treaning in Oregon organizzato dallo stesso Alito. “Quando ho incontrato Alessi, avrei voluto essere una spugna, in modo da poter acquisire tutte le sue conoscenze.” Zonzin definisce la Danceability come una danza che si pone come obiettivo quello dell’integrazione e di buttar giu’ quei blocchi emotivi che la non conoscenza porta a creare. Una danza d’improvvisazione che con l’aggiunta di una musica e di un palco munito da luci di scena, arriva dritta al cuore di uno spettatore senza piu’ uscirne fuori.
Questo pensiero scaturisce da ciò che il pubblico ha trasmesso nello spettacolo con la sua compagnia “MeLaDanzo”. Negli applausi si avvertiva una sorta di liberazione, una risposta adeguata al messaggio che si intendeva trasmettere.

Ha promosso corsi per soli normodotati in cui però si prevede la simulazione di alcune disabilità:ad esempio attraverso esercizi ad occhi chiusi, oppure utilizzando le carrozzine come strumento coreografico. Lo scorso anno ha fatto un corso di Danceability all’estero: al Festival di Contact Improvisation a Rio De Janeiro, in Brasile. Tutto questo grazie alla visibilità su you tube. In questa esperienza ha potuto confrontare la sua idea di contact e la loro. Sono molte le differenze che ha riscontrato, differenze che nascono dal diverso stile di vita dove la concezione del contatto è completamente diversa, pertanto molto piu’ viva e quindi questa danza non fa altro che evidenziare il concetto…
A differenza dell’Europa, in cui la musica è considerato come un elemento di supporto, a Rio qualsiasi fonte musicale è considerata motivo di distrazione delle proprie sensazioni e di disturbo alla concentrazione. “A Rio mi sembrava di assistere piu’ che una nuova tecnica di danza, ad un filone Hippy.”

Pierluigi Zonzin e la danceability

Pierluigi Zonzin e la danceability
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