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D: Come e quando hai sentito che potesse essere la strada giusta per la tua carriera?
Kesia: Quando arrivai in Italia mi ero scritta nel mio diario le cose che volevo fare e realizzare, quindi una delle mie mete era di trovare un’ insegnante di Danza Orientale, e per mia fortuna l’ho trovata subito. Di giorno studiavo e la sera danzavo. L’innamoramento verso la danza è stato ossessivo. Al secondo anno di università ho iniziato a collaborare in alcune testate di moda e attualità attraverso una grande direttrice del campo della moda milanese. La mia collaborazione diventò un lavoro continuativo come Casting e Production editor per la rivista GQ Italia. Era fantastico! Mi avevano dato la possibilità di lavorare mettendo in pratica alcuni dei rami che stavo studiando. Dall’altra parte dovevo incastrare la danza senza sacrificarla e senza perdere il posto nel giornale, quindi a pranzo sfuggivo ai corsi di danza e poi ritornavo ai corsi serali dopo il lavoro. Ogni tanto mi sfuggiva un ritardo al rientro della pausa pranzo e fui costretta a trovare un scusa dicendo che ritardavo per motivi serissimi e importantissimi, ma alla fine la redazione venne a sapere che Kesia arrivava in ritardo perché seguiva i sui corsi danza del ventre! Per mia fortuna la direttrice trovò la giustificazione molto valida!
Ho conosciuto Olivia e Valentina (componenti gruppo “Rose del Deserto” insieme a Kesia n.r) durante i corsi di danza, subito e’ nata tra di noi una forte sintonia e la conseguente voglia di fare spettacoli insieme.
Il primo spettacolo importante fu attraverso la scuola Magica, che mandò me ed Olivia ad una convention a Bologna. Eravamo gasatissime!
Durante il nostro viaggio in macchina parlammo del nostro avvicinamento alla danza, da quando, il perché etc
Entrambe eravamo con il desiderio di continuare il nostro percorso nel campo dello spettacolo ed entrambe avevamo un pensiero in comune: “A questa danza non viene ancora dato il suo valore e spessore culturale. Dobbiamo creare uno spettacolo teatrale che possa dare una visione diversa e possa educare gli occidentali sulle sue origini, sulla sua varietà di movimenti, sulla musica, sul suo benessere. Basta l’idea che sia solo da ristoranti!!! Deve essere vista da palcoscenico! Creiamo una commedia teatrale! ” .
Con questi presupposti nasce il nome “Rose del Deserto”, prima compagnia teatrale di Danza Orientale in Italia. Iniziamo a riunirci per tirar fuori le nostre proprie capacità di racconto, di scrittura, di produzione, di costumiste e di creatività coreografica ed iniziamo a dare vita al copione di “Sogno D’Oriente”, il nostro primo spettacolo teatrale, che grazie a diverse fantastiche creazioni coreografiche di Irene Borg, Ada Went e Yousry Sharif abbiamo trovato molta ispirazione.
Dopo la prima versione di “Sogno D’Oriente”-2003, il nome della compagnia inizia a farsi notare. Le “Rose” venivano richieste per eventi, conventions, trasmissioni televisive e come animatrici di feste VIPS. Con la replica della commedia teatrale del 2004 si è concretizzato la mia intenzione di dedicarmi a tempo pieno alla divulgazione della Danza Orientale. Con tutto il riscontro ricevuto, si era rinforzato ancora di più quello in cui credevo già dall’ inizio. Quindi volevo aumentare sempre di più il mio apprendimento personale, volevo continuare a creare spettacoli teatrali, creare un giornale che potesse educare la massa sul mondo e lo stile di vita orientale, aumentare il mio insegnamento e i miei seminari in Italia, Puerto Rico ed in Europa. Mi sono detta: “Il mio obiettivo sarà di comunicare benessere, uno stile di vita attraverso la Danza Orientale!”.
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tratto da: http://www.taus.it/club/?q=art37

Lavinia Skerlavaj








