
….continua….
‘D: A grandi linee le tue esperienze formative più rilevanti…
Kesia: Studio estensivamente e continuamente aumentando il mio linguaggio, il livello e la mia espressione professionale con maestri e coreografi internazionali quali: Yousry Sharif ( N.Y.) , Raqia Hassan (Egitto) , Mahmoud Reda (Egitto), Hossam & Serena Ramzy (Egitto - UK) , Dr. Mo Geddawi (Egitto-Germania), Aida Nour (Egitto), Amir Thaleb (Argentina), Farida Fahmy (Egitto) , Ibrahim Akef (Egitto), Randa Kamel (Egitto), Soraya Zayed (Brazile - Egitto), Jillina (Los Angeles), Dina (Egitto), Mona Habib (Germania) e Beata & Oracio Cifuentes (Germania). Inoltre approfondisco il Flamenco e le Sevillanas con Ermana Mandelli e Josè Greco ed ho studiato Bharata Natyam a Bombay -India presso il Nalanda Dance Research Centre.
D: …E poi l’ultima grande novità del tuo percorso artistico è stata la partecipazione al tour europeo con le BellyDance Superstars, raccontaci le tue emozioni nel momento in cui ti hanno chiamato a partecipare.
Kesia: L’emozione è stata intensa. Il mio primo incontro con le Bellydance Superstars è stato a Milano durante il loro spettacolo nel 2004 al Teatro Smeraldo. Lì ho fatto la mia audizione. Alla fine di essa mi è stato detto che erano interessati ad avermi come componente. Nel Gen 05 mi hanno detto che avevano in programma una audizione a Parigi nel teatro Les Folies Bergere e quindi se li potevo raggiungere. Sono andata e Mr. Copeland mi ha ricevuto dicendomi: “Sei pronta a partire in tournee con noi?”, alla sua domanda la mia risposta è stata, la mia mascella che srotolava fino alla Tour Eiffel e tornava indietro e non riuscivo ad far parlare le mie corde vocali.
D: E i primi giorni? L’allenamento e l’imparare in così poco tempo coreografie e movimenti sul palco?
Kesia: Il mio arrivo a Montecarlo è stato di 10 giorni prima dalla data prevista del mio primo spettacolo con il gruppo. Jillina era appena partita x Los Angeles qualche giorno prima del mio arrivo e quello di Barbara Kupovitz (l’altra nuova componente ungherese). Quindi Stevie, l’assistente di Jillina, ci ha seguito spiegandoci il più chiaro possibile i passi, le formazioni, i dettagli, l’intensità , il feeling delle coreografia. E’ stata bravissima. Dall’altra parte non passavamo più di 2 ore al giorno a lavorare sulle coreografie che dovevamo imparare, quale ci costringeva ad una concentrazione duplice e studio a casa con video o qualunque altra forma di ripasso del materiale che potesse essere utile. Noi dovevamo essere pronte e perfette in scena in dieci giorni, inoltre Jillina sarebbe arrivata lo stesso giorno del nostro debutto, quindi doppia pressione.’
…continua…
tratto da: http://www.taus.it/club/?q=art37

Lavinia Skerlavaj








