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Brian Bullard

Una nuova intervista si aggiunge alle altre, questa volta il protagonista è il coreografo e ballerino Brian Bullard. I suoi esordi sono stati al fianco di un altro noto coreografo e ballerino Garrison Rochelle, poi i due artisti si sono divisi e ognuno ha preso la sua strada…….

Iniziamo con la domanda d’apertura, presente anche nelle altre interviste: che cos’è per te la danza?
La danza per me è un modo di vivere. In realtà ho iniziato abbastanza tardi, avevo circa 21 anni, ma negli ultimi vent’anni è stato tutto per me, ha dato significato alla mia vita. Mi ha dato la possibilità di esprimermi, di arricchirmi, mi ha dato una direzione da seguire, una disciplina, insomma è stata molto importante.

Che ne pensi della danza che oggi si vede in tv?
Oggi si vede sempre meno danza in tv. Non mi piacciono le persone che parlano sempre del passato, ma effettivamente 20 anni fa quando ho iniziato con Garrison c’erano più balletti e duravano anche di più (4-5 minuti), non come oggi che durano 1-2 minuti e non si ha così il tempo di esprimersi nel giusto modo, di sviluppare una storia, un tema.

Qual è (se c’è) un programma televisivo a cui hai partecipato e che non rifaresti? E perché?
Si ce n’è stato uno, si chiamava “Grande Festa Italiana”, con Albano e Romina Power, con loro mi sono trovato benissimo siamo ancora oggi amici, ma il programma era orrendo! Scritto male, buttato la all’ultimo momento, non c’era una giusta preparazione, era tutto molto improvvisato…….

Immagina di dover curare le coreografie di un importante programma in prima serata, chi sceglieresti come prima ballerina fra: Mia Molinari, Matilde Brandi e Rossella Brescia?
Oh non saprei, Mia anche se è bravissima è purtroppo un po’ dimenticata dal pubblico televisivo, Matilde è molto sexy, commerciale, Rossella ha una bellezza unica, è molto elegante, semplice, è difficile scegliere, dipende dal programma…..

E del fenomeno di questi anni, prima “Saranno Famosi”, poi “Amici di Maria De Filippi”, cosa ne pensi? Tra l’altro hai anche partecipato come giudice di una sfida se non sbaglio.
Si è vero. La scuola la vedo più come un programma televisivo che una scuola vera e propria. Non c’è tanto tempo e tranquillità per studiare, i ragazzi sono chiamati a sfidarsi in continuazione, e quindi c’è più la tensione, la paura della sfida che lo studio. Però sono contento che esista una simile scuola perché ha dato più valore al classico, e perché stimola di più i ragazzi a studiare.

E infine progetti per il futuro, ti rivedremo ballare in tv o in teatro, magari ritornando a formare la celebre coppia artistica Brian and Garrison?
Beh non si sa mai nella vita! Per me andrebbe bene, non so se Garrison è d’accordo!
No a parte gli scherzi nel prossimo anno sarò impegnato con “Passa Parola”, e c’è un altro progetto interessante in collaborazione con “Giochi Preziosi” per realizzare una videocassetta per la bambola Tanya, vedremo…..

Grazie a Brian Bullard

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