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Intervista a...

André De La Roche

In occasione della messa in scena del Don Chisciotte al teatro “La Nuova Fenice” di Osimo ho incontrato il primo ballerino André De La Roche. Dopo lo spettacolo interpretato magistralmente insieme ai ballerini della compagnia del Balletto di Roma, sono andata nel camerino per fargli una piccola intervista, ed è stato davvero emozionante ritrovare la stessa deliziosa persona che ho conosciuto diversi anni fa: un grande personaggio che, nonostante la sua importante carriera è rimasto una persona molto semplice, gentile, da cui tutti dovrebbero prendere esempio. Dopo un affettuoso abbraccio  e i miei complimenti per la sua bravura e professionalità, abbiamo cominciato a fare quattro chiacchiere…

 

Come è stato calarsi nei panni di un personaggio stravagante e sognatore come Don Chisciotte?

Beh come tu sai io mi sento più un ballerino di moderno che di classico, e quindi non volevo fare un balletto classico come Don Chisciotte. Pensa che fin da piccolo quando a scuola dovevamo fare le variazioni di repertorio classico era un incubo! Poi però mi ha chiamato la coreografa Milena Zullo, molto brava, e mi ha detto che anche lei avrebbe preferito rivederlo in chiave moderno /contemporaneo e così mi ha convinto. Ho seguito qualche sua lezione per conoscere il suo stile, il suo metodo di lavoro ed eccoci qua, insieme ai ragazzi del Balletto di Roma che sono stupendi, in giro per l’Italia.

 

Tu che sei un grande primo ballerino nonché coreografo e maestro d’eccezione, cosa consiglieresti ad un giovane che vuole intraprendere la carriera di danzatore?

Di studiare, studiare e studiare. Un ballerino non deve solo saper ballare, ma deve anche saper recitare e cantare, deve avere una formazione completa, a 360°, non deve avere i paraocchi (studio solo questo, faccio solo quello) deve essere aperto a nuovi stili, a nuovi studi e deve sempre avere la voglia di imparare e migliorare.

 

Da quando sei in Italia tieni stage in molte scuole italiane, pensi che nel nostro Paese ci siano scuole preparate, di buon livello?

Sì, in tutti questi anni ho notato una crescita, un miglior livello, una maggior professionalità e serietà.

A questo punto parlando di scuole, come non citare “Amici di Maria De Filippi”, tra l’altro tu sei stato più volte chiamato come giudice delle sfide di danza. Ci vuoi dire un pregio e un difetto della scuola?

Il pregio è l’importanza data alla formazione a 360° di cui parlavamo prima, i ragazzi studiano tutte le discipline dello spettacolo e questo è molto importante, poi finalmente hanno dato spazio in tv anche al classico! I ragazzi sono bravi, c’è un buon livello nella scuola, anche perché hanno per loro fortuna ottimi insegnanti.

Però di negativo secondo me c’è la spettacolarizzazione di tutto, i ragazzi sono invitati al dibattito, a discutere su tutti e su tutti e così si abituano a mettere in discussione anche il giudizio degli insegnanti o di altri professionisti che sono chiamati a dare un verdetto. Bisognerebbe insegnare ad essere un po’ più umili, semplici, altrimenti quando poi usciranno dalla scuola e inizieranno a lavorare si troveranno male.

Per il Fantasma dell’Opera ad esempio, ho fatto le audizioni con 350 cantanti e 200 ballerini, e ci sono stati alcuni problemi con ragazzi che hanno criticato l’audizione e soprattutto il verdetto. Io ho lavorato in diversi paesi del mondo, ho fatto tantissime audizioni e non mi era mai successo prima, sono sempre stato abituato ad accettare il giudizio della giuria, ad accettare critiche purchè costruttive, a riconoscere i miei errori e a correggerli.

E infatti credo che i veri professionisti siano proprio quelli che nonostante le esperienze importanti fatte continuano comunque a trovare stimoli e occasioni per migliorarsi, proprio come hai fatto tu con il Don Chisciotte. Ma adesso arriviamo all’ultima domanda, così puoi andare a mangiare…Cosa c’è nel tuo futuro, il teatro?

Sì, in questo momento sono impegnatissimo con il teatro, tutte le sere uno spettacolo! Infatti oltre a Don Chisciotte c’è il Fantasma dell’Opera (di cui curo la regia e le coreografie, quindi va in giro anche senza di me). Beh che dire è un lavoro molto bello, dinamico, che ti da molte soddisfazioni soprattutto quando ottieni il riscontro del pubblico, però è anche molto impegnativo e a volte davvero faticoso…

Ma un lavoro che comunque sai fare sempre in maniera eccellente ed emozionante.

 
 
 


Grazie ad André De La Roche e all’AMAT per la preziosa collaborazione. 

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