
In Iran vi sono molte danze folclorice provenienti da diverse regioni n’esiste anche una versione cittadina; la sua origine oggi è andata un po’ persa, infatti, sempre più iraniani danzano le versioni moderne accompagnate dalla musica pop.
Lo stile classico della danza persiana si sviluppò nel centennio scorso, nel periodo rinascimentale chiamato dei Qagaresi.
Di questo periodo sappiamo che donne ed uomini i così detti Motrebi o Matrubi, danzarono a corte. La danza si componeva di un insieme d’acrobazia, mimica, musica e gesti amorosi; per questo motivo oggigiorno la parola Motreb è quasi un’offesa.
La dinastia che seguì, quella dei Pahlavi, fece sì che con il suo appoggio, quest’arte di danza fu conosciuta in tutto il paese, anche mediante la televisione; infatti, trasmesse parecchi balletti di danze storiche.
Oggigiorno, è un po’ difficile sapere esattamente come fu la danza persiana originale; un modo sarebbe di leggere le cronache di quei tempi, studiare le varie opere d’arte e naturalmente interessarsi alle tradizioni.
La danza dell’odierna società persiana, chiamata Kereshme, è basata sui suoi movimenti tradizionali, infatti, nelle corti dei principi di quei tempi, fu danzata dalle donne dell’harem. Una caratteristica comprendente questa danza è il movimento ondulato, leggero e pieno d’espressione delle mani e delle braccia; tutto questo è accompagnato da passetti graziosi ed un movimento slanciato del corpo.
Il costume consiste in pantaloni larghi a sbuffo, una Galabia di media lunghezza, molti scialli annodati intorno ai fianchi, un’ultimo nero adornato con gingilli in oro o argento.
Con l’andare dei tempi sotto l’influsso di dinastie diverse, anche agli uomini fu permesso di adottare questa danza – separati dalle donne -.; facendo questo, dovettero cambiare il contenuto, in altre parole invece dei movimenti sinuosi e leggeri, li fecero marziali ed appariscenti. Così facendo, imposero un nuovo nome alla loro danza, la cambiarono in Raks Djaheli.

Yadira Rami








