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La danza ci ricollega a noi

L'esplorazione di due simbolismi psicologici Come ritrovare forza e femminilità attraverso i movimenti del ventre

Attraverso i movimenti coreografici e incantatori delle braccia che accompagnano i passi egiziani, tunisini, si scoprono allegramente le risorse e le potenzialità espressive del “movimento” di un corpo che spesso, nelle nostre civiltà, è vissuto esclusivamente all’insegna del “bello” e “statuario”. In questo modo, nel flusso sempre più morbido del movimento (fino ad ondeggiare come in un liquido!), trovano spazio le emozioni.
La riscoperta del “linguaggio del movimento” consente di immaginare facilmente i vantaggi psicologici della danza orientale che, in tutti quei casi in cui il corpo è vissuto come un problema (ad es. dismorfofobie, disturbi alimentari, esiti di abusi sessuali…) può, pur senza sostituire ed escludere un opportuno trattamento psicoterapeutico ed eventualmente medico, aiutare a “far pace” con il proprio corpo e ad accettare la propria femminilità.
Il gioco con il velo tipico della danza orientale, denominata per questo “dei sette veli”, consente un’esperienza che in danzaterapia viene creata con l’utilizzo di stoffe di raso o di velluto allo scopo di far risperimentare la sensorialità, facendo rivivere il piacere delle carezze attraverso il contatto con i tessuti utilizzati e riattivando l’esperienza avvolgente di contenimento che permette di sperimentare quasi una seconda pelle.
Lo spazio personale in questa danza non conosce limiti di sperimentazione se non quelli della condivisione, come spesso avviene, del “cerchio” che rappresenta il contesto in cui frequentemente si svolgono le lezioni di danza orientale.

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