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Mata Hari

Tra mito e leggenda una delle più famose ballerine di danza orientale DONNA SCALTRA, DANZATRICE SUBLIME, SPIA O STRUMENTO NELLE MANI ALTRUI?

LE ORIGINI

Come accade per molti personaggi, la storia di questa donna è all’insegna di molti “si dice”. Nata il 6, o 7, agosto del 1876 a Leuwarden come Margaretha Geertruida Zelle, vide la luce in una famiglia povera secondo alcuni, di un cappellaio che aveva fatto fortuna secondo altri. Si dice sia nata all’alba, si dice sia nata poco dopo mezzogiorno.

Sì, l’ascendente è molto importante, ma nel caso di Mata Hari la personalità è ben evidenziata da quattro pianeti nel Leone, dalla Luna e da Saturno nei Pesci, da Nettuno e Plutone nel Toro. Venere è nel Cancro. Questo insieme dà una prima, importantissima, indicazione: era maledettamente pigra e tendeva alla pinguedine. Prima di guardare il suo quadro seguiamone le vicende.

Secondo alcune versioni il padre fece bancarotta per assoluta incapacità ad amministrarsi e Margaretha lasciò scuole e palazzi, peregrinando da una città all’altra al seguito del genitore che non riusciva più a imbroccarne una. Alla morte della madre va a vivere presso un padrino, in un’altra città dove nessuno sa niente di lei e mette in giro la voce di essere la figlia di un barone, di avere origini nobili. Il padrino, poiché non riusciva ad accasarla per le resistenze di lei, decide di farla diventare maestra d’asilo e la spedisce a Leida. Era rapida nell’apprendere, ma non le interessava imparare cose da insegnare ai bambini. Si dice che per agevolarsi prima la permanenza nell’istituto e poi per andarsene sfruttasse l’attenzione che aveva per lei il direttore della scuola. Lascia anche il padrino per passare presso uno zio che vive all’Aja. Desiderava andare in questa città perché era bella, era la sede della famiglia reale, era frequentata da diplomatici e da militari. Margaretha aveva una vera adorazione per le divise, diceva che se fosse nata maschio, avrebbe intrapreso la divisa militare. E non potrebbe essere altrimenti: il Leone è il segno della divisa. In verità della divisa per fare “parata” e per comandare più che per combattere, ma la sostanza non cambia.

E che questa signora fosse abilissima nel comandare, anche con prepotenza, protervia, lo si trova in molti scritti che la riguardano

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