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La musica Rai

La storia di questa musica

Il raï è nato nella valle di Chelif attorno agli anni Venti, in particolare a Relizane e deriva dall’incontro tra la cultura urbana di Orano con la cultura rurale delle campagne circostanti. L’emigrazione rurale verso le città della costa è stato il fattore esterno che ha permesso l’incontro tra lo stile di canto bédui e lo stile zéndani più tipicamente cittadino. I cantanti di questo nuovo genere vennero definiti cheikh (maestri) se uomini e cheikha se donne. La comune ripetizione nei loro testi dell’espressione ya-rayi (oh mio pensiero) portò alcune persone a definire questo stile come raï.
Il colonialismo rese i contatti culturali più facili e molte cheikhat lavoravano nei locali esibendosi per l’armata francese. In questi locali, oltre alla musica egiziana, arrivavano attraverso le radio le canzoni francesi, poi, l’esperienza delle due guerre mondiali mise in contatto alcuni cantanti anche con la musica americana:si sperimentarono nuovi percorsi musicali inserendo per la prima volta ritmi derivati dal fox-trot e bebop al boogie-woogie.

Fin da questi anni vi erano dunque differenti stili di musica raï e differenti sound group che si identificavano con l’uno o l’altro stile.

Negli anni ‘50 gli algerini consideravano la musica raï come un repertorio per luoghi malfamati quali bar, caffè posizionati vicino al porto d’Orano e anche bordelli. Le maddahat - donne cantanti che animano le feste dei matrimoni - iniziarono però ad usare la musica raï come parte del loro repertorio composto in prevalenza da canzoni religiose.
Ciò permise alla musica raï di diffondersi, grazie al fatto che i matrimoni ricadono sotto uno speciale status nella società algerina. Infatti, durante queste feste le regole morali sono meno rigide. Alcuni giovani videro la possibilità di fare qualche performance cantando il raï a queste feste, come avevano fatto le maddahat .

Il più famoso di quei giovani cantanti è Cheb Khaled.

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