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"Avventura a Durango": Ma quale napoletano!

Quando si parla di questa canzone, tutti, o quasi, parlano del Dialetto Napoletano che De Andrè avrebbe adottato per la sua versione. Ma quando mai...

La canzone ” Avventura a Durango” inclusa nell’album Rimini, del 1979, è una delle “cover” più riuscite della Canzone italiana, se non altro perchè, oggettivamente, è più bella dell’originale! La canzone dalla quale Faber ha tratto la sua versione è “Romance in Durango” di Bob Dylan, che non è uno qualsiasi.
Però è curioso come si parla di questa canzone: c’è la convinzione quasi unanime che i versi, o meglio parte di essi, siano state adattati in napoletano, cosa questa assolutamente falsa, e vi spiego perchè.
Nel testo Deandreiano di napoletano c’è ben poco, quasi niente: “Non chiagne Maddalena” non esiste in napoletano, oltretutto sembra quasi romanesco! Se  questa frase è intesa come imperativo infinito, “Non piangere, Maddalena”, allora si doveva dire più o meno: “Nun chiagnere, Maddalè”. Poi ancora: “Strigneme Maddalena/sto deserto finirà” in napoletano si dice: “Astrigneme Maddalena, stu deserto adda’ fernì” poi tutto il resto della canzone è in italiano.

Credo che la storia della trasposizione in napoletano sia solo un’ invenzione giornalistica; “napoletaneggiante”, forse, tantè che se andiamo a leggere il testo corrispondente di Dylan ci troviamo una mischia di anglo-ispanico, una cosa inventata: “No llores mi querida soon the desert will be gone….” ed è precisamente quello che ha fatto De Andrè nella versione nostrana, inventando una sorta di dialetto meridionale. Il Napoletano è tutta un’altra cosa!

 
Michelangelo Gargiulo

Commenti dei lettori

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  • io

    09 Apr 2009 - 13:25 - #1
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    Stupido, in molte zone della campania invece si parla esattamente così

  • Mariano

    29 Jul 2009 - 12:54 - #2
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    Mi dispiace essere d’accordo ad addidarti proprio con lo stesso attributo usato da chi ha commentato prima, ma te lo meriti.

    1) Adoro De Andrè e mi piace molto Dylan, e il fatto che una sia più bella dell’altra è solo ed esclusivamente un gusto personale. A me ad esempio, piace molto più di più l’originale.

    2) Dimentichi che De Andrè non è napoletano, e la sua conoscenza del dialetto napoletnano non può essere profonda quando quella di un napoletano vero. Allora anche in Don Raffaè (si parlava del carcere di Poggioreale quindi dialetto napoletano 101%) ci sono delle parole che difficilmente si usano nel napoletano parlato da noi napoletani.

    La 2° era per dirti solo che il tuo ragionamento partiva sbagliato, anche se nella conclusione sono d’accordo in quanto credo che volesse derivare un dialetto dal napoletano (Non dal romanesco, visto che chiagne non ha niente di romanesco).

  • cibox

    14 Oct 2009 - 18:38 - #3
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    allora odio detesto e spero che crepiate tutti quelli che si mettono a fare il confronto de andrè-dylan stiamo parlando di due grandissimi enormi artisti con la a maiuscola e non meritano da ignoranti come voi degli inutili confronti…allora già che ci siamo perchè non confrontiamo COHEN-DE ANDRè dato che faber ha preso anche dei suoi pezzi,ma siete scemi?! io sono fan di de andrè-dylan-cohen e credo che non si meritano il vostro infame confronto!

  • livia

    16 Mar 2010 - 13:27 - #4
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    E infatti è dialetto abruzzese, non napoletano!!!!
    Prendete l’articolo “lu”: “lu deserte” o “lu fandango”, recita la canzione, è evidente che non si tratta di napoletano. Ma soprattutto c’è la pronuncia del suono “st” in “sct”, tipicissima del teramano. “Prescto arriveremo a Durango”, canta il mitico faber esaltando quel suono tipico di Teramo e dintorni.

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