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E se Fabrizio non se ne fosse ancora andato?

Una domanda che si saranno posti tutti. Il rimpianto e la sensazione di aver perso chissà quanto altro c'è, eccome.

Chissà cos’altro ci avrebbe riservato, Fabrizio.
Fabrizio de Andrè è stato l’unico artista italiano a presentare una produzione sempre di altissimo livello, non c’è un album che si possa definire almeno “sottotono”. Niente, De Andrè faceva sempre centro, e sorprendeva ogni volta.

Sembra che stesse lavorando per un nuovo album, questa volta con Oliviero Malaspina. Ci sono delle bozze, un canovaccio su cui insieme stavano tessendo la trama per un nuovo album dedicato alla Notte, coi suoi risvolti e le paure intrinseche. Fonte di  ispirazione, questa volta, era Tito Lucrezio, col suo De Rerum Natura. Certo, sappiamo come Faber era solito limare, fino all’ultimo, i suoi testi, trasformandoli anche completamente. Queste due composizioni sono comunque interessanti, se fossero rimaste uguali non lo possiamo dire ma quanto meno ci danno l’idea del livello di ispirazione per niente affievolito. Insomma: sarebbe nato un nuovo capolavoro.

La paura dura più dell’amore
(Fabrizio De Andrè - Oliviero Malaspina)

La paura dura più dell’amore
è cenere di gramigna
è cenere fredda.
E’ brina di primo mattino
che mi morde la scarpe
e deposita uova di vipera
a rovinare il letame e le erbe.
La mia grande finestra racchiude
un trionfo di colori
e paesaggi che fiaccano il cuore
mare di luna terra di sangue
 
 

Un’ombra inquieta
(Fabrizio de Andrè - Oliviero Malaspina)

Sono un’ombra inquieta
dentro la tua ombra
dove mi è lento
trovare ancora asilo
dove trovo
lucide tracce di diamante
nella luna
dissennata di carbone.
Bambino cammina sull’acqua
le stelle sono rotaie
bambino corri sull’acqua
che la vela
segue un’ombra
che sa di nostalgia.

 Fonte: “Il dolce poeta dell’Anarchia”