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"Canzone dell'amore perduto": Ma il protagonista è una "Lei"?

Sembra ormai opinione comune che il protagonista di questa canzone sia una donna. Ho anche letto il commento di Liana Nissim, docente in Lettere, che sul libro " Accordi Eretici", edito da Euresis Edizioni, si muove in questo senso. Ma...

 
Questa canzone, la cui splendida melodia è, diciamo così, presa in prestito dall’ Adagio di Philip Telemann per Tromba  ed Archi, ha un testo un po’ “enigmatico”. C’è una “anomalia”, una apparente discordanza,  tra la prima e la seconda strofa, nella prima sembra che sia l’uomo a parlare:
 
 
 

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole:
“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”.
Vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto amore
ad appassir le rose
così per noi
l’amore che strappa i capelli
è perduto ormai
non resta che qualche svogliata carezza
e un po’ di tenerezza.


Ma poi nella seconda strofa incalza:

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti
al sole d’un aprile ormai lontano
li rimpiangerai
ma sarà la prima
che incontri per strada
che tu coprirai d’oro
per un bacio mai dato
per un amore nuovo.

Quindi, apparentemente, è una donna che esprime questa nostalgica conclusione di un amore. Ma allora perchè Faber scrive in prima persona qualcosa che viene da una “Lei” ?
Avrei un’altra ipotesi: avete presente la battistiana “Pensieri e Parole”? , beh, questa canzone sembra proprio intessuta in tal senso, rifletteteci.
Nella prima parte lui, esprimendo il suo distacco, le dice in pratica di non essere più innamorato. Nella seconda ecco che si ritrova con se stesso, solo, immaginatelo davanti ad uno specchio: pensa che forse rimpiangerà di averla lasciata; ma poi, nei suoi pensieri, si dice: “ Ma si, tanto troverai nuove emozioni con la prima che capita e riproverai le stesse sensazioni del primo bacio e le novità di un nuovo amore.” Tesi ardita? Chissà….