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Fabrizio, non ce la canti, o non ce la conti giusta?

"Non sono un interprete" Così ha detto una volta Fabrizio De Andrè. Ma gli dobbiamo credere?

” […] Magari io dico “Dormi sepolto in un campo di grano” e sto ridendo, ma non me ne accorgo, perché non sono abituato ad atteggiarmi a quello che sto dicendo. Perché io l’ho scritta quella canzone lì, non la dovevo recitare. Io non son capace a recitare. Mi considero, in qualche maniera, uno che riesce a fare anche della musica, per accompagnarsi i testi. Mi considero un suonatore di chitarra. Al di là di questo non vado, cioè non sono un interprete, non credo di essere un interprete ideale delle mie canzoni. Perché per essere interprete bisogna essere qualche cosa di diverso. Io non credo di essere un interprete. Perché bisognerebbe sempre avere la faccia del momento in cui, si è scritta… si è scritto il verso, del momento in cui lo sentivi. Non è che io scrivo i versi davanti allo specchio, anzi. Io non mi piaccio mica tanto. […] ”
Sarzana 29 agosto 1981

Ci piacerebbe chiedere a Faber, ora che si è assentato da oltre 6 anni:”Ma chi potrebbe interpretare le tue canzoni? Hai visto quanta gente ci prova? C’è una, dico, una sola interpretazione che possa minimamente far raggiungere quello stato emozionale che il timbro basso della tua vove provocava, quasi miracolsamente?”
No, Non c’è nessuno, caro Faber, e ci manchi anche per questo.

Michelangelo Gargiulo

FONTE: RAI LIBRO - Video - Intervista a De André

 
Foto: Eleonora Pradella