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Jamin-a: Il sogno difficile, quasi inarrivabile.

Passione ed erotismo, all'ennesima potenza. In questa canzone l'eros è esplicito, tribale, senza veli, e la potenza evocativa delle parole lascia esterrefatti. Eppure...

Chi non è molto avvezzo in discipline da Kamasutra ne rimarrà un tantino scandalizzato, fosse altro per l’istinto sviscerato delle gestualità ivi descritte. Eppure è un testo miracoloso, questo qui. Miracoloso perchè non solo non è volgare (De Andrè non conosce la volgarità) ma sembrerebbe una parodassole quanto potente metafora dell’Amore, quello vero, quello ideale, viscerale; perchè l’aspetto tribale viene soppiantato da quello cerebrale, bisogno prima fisico e poi mentale.Tanto voluto quanto  precario, ma vero come l’innamoramento. La fine di una ricerca: l’Amore immaginato. Eppure si parla di tutt’altro in questa canzone…

In una puntata di Mixer, rotocalco trasmesso su Rai 2, Fabrizio si trovò a parlare di Creuza De Ma, e quindi di Jamin-a:
” […]Qualcuno per esempio mi ha chiesto chi è Jamin-a. Ebbene Jamin-a non è un sogno, ma piuttosto la speranza di una tregua. Una tregua di fronte a un possibile mare forza 8, o addirittura ad un naufragio. Voglio dire che Jamin-a è un’ipotesi di avventura positiva che in un angolo della fantasia del navigante trova sempre e comunque spazio e rifugio. Jamin-a è la compagna di un viaggio erotico, che ogni marinaio spera o meglio pretende di incontrare in ogni posto, dopo le pericolose bordate subite per colpa di un mare nemico o di un comandante malaccorto.
A Genova si usa dire della gente che naviga: “cara moglie, passato il monte di Portofino, ritorno libero e scapolo”. Ecco spiegato con un semplice detto popolare, quel minimo di paga, di compenso che un marinaio - ripeto – pretende di ricevere dal proprio rischio, dalla propria pericolosa ginnastica di obbedienza di fronte all’avventura.
Ho detto che Jamin-a rappresenta più una pretesa che non un sogno da parte del navigante, contrastando con quanto Gianni Granzotto ha saputo trarre nel suo stupendo Cristoforo Colombo dalla psicologia dell’ammiraglio del mare oceano. In effetti Colombo, uomo di grande genio, nel momento stesso in cui la sua fantasia e la realtà dimostravano di non coincidere, ebbene a questo punto Colombo si convinceva che fosse la realtà a sbagliare, tant’è vero che Granzotto lo paragona, a mio parere giustamente, a una sorta di Don Chisciotte. Colombo fu convinto fino alla morte di avere scoperto il Giappone e non l’America.
Ritornando a Jamin-a, il semplice navigante non può permettersi tanto lusso. Voglio dire che se la Jamin-a incontrata differisce da quella immaginata, eh, beh, Jamin-a va bene lo stesso, alla faccia dei sogni e del trionfo dei sensi. Non dimentichiamo quello che Tomasi di Lampedusa fa dire al suo Gattopardo: “sono quasi quarant’anni che conosco mia moglie, e non le ho mai visto l’ombelico”. Ecco, sicuramente con una Jamin-a un inconveniente del genere non è neanche pensabile ipotizzarlo.[…]”

 
Michelangelo Gargiulo
 
FONTE: RaiLibro
 
BiancoNero: “passionalità” - Giò

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