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La canzone del Maggio e storie di impiegati...

Fabrizio De Andrè è sempre stato molto sensibile ai movimenti di protesta, non quella fine a se stessa, ovviamente.

Il terremoto sociale del 1968 ha sicuramente coinvolto uno spirito libero come quello di De Andrè. Certo, poco importa contro chi si protesta, ma le rivendicazioni per giuste cause di libertà e di giustizia prescindono sempre e comunque dalle ideologie, di qualunque colore esse siano. Lo spunto è dato dai moti parigini del ‘68 che aprirono la famigerata stagione delle barricate che presto dilagò in tutta Europa, ma la piazza potrebbe essere anche Tienammen, oltretutto, “morire per delle idee” è altamente sconsigliato, soprattutto oggi che quelle idee vanno e vengono… Questa versione, abbastanza inedita, si discosta da quella originale: l’invettiva si sposta verso tutti coloro che si fanno ubriacare dal progresso e dai mass media, non è più limitata ad un certo ceto cosidetto “medio borghese”, con le loro millecento.

Michelangelo Gargiulo

CANZONE DEL MAGGIO (versione inedita)

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto guardare in terra
se avete deciso in fretta
che non era la vostra guerra
voi non avete fermato il tempo
gli avete fatto perdere tempo.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
voi siete stato lo strumento
per farci perdere un sacco di tempo.

Se avete lasciato fare
ai professionisti dei manganelli
per liberarvi di noi canaglie
di noi teppisti di noi ribelli
lasciandoci in buonafede
sanguinare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
se sono rimasti a posto
perfino i sassi nei vostri viali
se avete preso per buone
le “verità” dei vostri giornali
non vi è rimasto nessun argomento
per farci ancora perdere tempo.

Lo conosciamo bene
il vostro finto progresso
il vostro comandamento
“Ama il consumo come te stesso”
e se voi lo avete osservato
fino ad assolvere chi ci ha sparato
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
voi non potete fermare il tempo
gli fate solo perdere tempo.

Fabrizio De Andrè

Commenti dei lettori

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  • Lau94

    01 Oct 2009 - 20:05 - #1
    0 punti
    Up Down

    Bellissima canzone, però dice “voi non potete fermare il VENTO
    gli fate solo perdere tempo” e “voi non avete fermato il VENTO
    gli avete fatto perdere tempo” :) bellisima canzone, forse migliore di quella ‘ufficiale’

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