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Ultimi interventi

  • James Senese: De Andrè tra Genova e Napoli

    Un toccante tributo di un grande musicista. James Senese parla di Fabrizio De Andrè, lo fa con un tono carico di riconoscenza e anche di umiltà.

  • Ombre di facce

    Certe introspezioni non sfuggono a Fabrizio. Forse perchè ogni uomo ha una storia da raccontare, e ognuno potrebbe avere qualcosa da insegnarci... Cercando, sbirciando dietro le facce e dentro gli occhi. Che siano di un leader famoso o un pezzente qualsiasi.

  • Il coraggio

    Andare controcorrente è già di per sè una forma di coraggio, non solo per le scelte eroiche ma anche per scelte comuni. Vi racconto qualcosa di De Andrè, quando suonò dove gli altri rifiutarono di andare, per paura.

  • La timidezza

    Fabrizio De Andrè era un timido, sul serio. Spesso si presentava sul palco già ubriaco ed era terrorizzato della folla, al punto che passò quasi per snob perchè non voleva esibirsi in pubblico, oppure quando doveva incontrare degli illustri colleghi..

  • Si chiamava Gesù

    "...E morì come tutti si muore, come tutti cambiando colore, non si può dire non sia servito a molto, perché il male dalla terra non fu tolto. Ebbe forse un po' troppe virtù, ebbe un nome ed un volto: Gesù...." Cosa spinse un giovane cantautore, peccatore e laico, a scrivere queste cose già dal lontano 1967?