Questo sito contribuisce alla audience di

Dallo yoga al flamenco: è l’università per anziani

Da ottobre i nuovi corsi organizzati dalla «Tule» dell’Auser nelle sedi di Brescia, Botticino, Montirone, Palazzolo e Rovato

A scorrere il programma dei corsi tutto viene da pensare tranne che si tratti di lezioni destinate alla «terza età». Decoupage, p sicologia e arabo, ma anche yoga, flamenco e d anza del ventre. A offrirle, ormai da cinque anni, è la Tule, la Terza università della libera età dell’Auser di Brescia, nata dalla volontà della responsabile dell’associazione, Adriana Mostarda, con l’aiuto di Flavio Martello, presidente dell’«ateneo», animato d all’impegno dei volontari. Ieri erano in Loggia con l’assessore comunale alla Partecipazione Rosangela Comini e quello ai Servizi sociali a Botticino, Luciana Duina, presenti anche i referenti delle sedi decentrate della Tule, germogliate a Palazzolo, Rovato, Montirone e Botticino. Motivo: presentare le nuove «Occasioni d’incontro», così recita un opuscolo riassuntivo col programma dettagliato dei corsi autunnali. «Allora è vero - esordisce soddisfatto Martello -: la cultura può tranquillamente sposarsi col piacere, la curiosità e la voglia dello stare insieme». D’altro canto l’obiettivo di Tule - che poi risponde alla stessa filosofia dell’Auser - è quello di valorizzare la persona, «a qualunque età». E i numeri rendono conto di un successo crescente: «L’associazione - spiega Adriana Mostarda - raccoglie in provincia 5.500 soci, e l’università ad ogni tornata chiama 1.500-2 mila persone». La Tule è organizzata quasi come un vero ateneo, con due «semestri», e mira a tirar fuori da ognuno le passioni latenti, mai coltivate. La differenza la fa il contesto informale, di relazione e amicizia. La frequenza insomma finisce con l’essere un deterrente, secondo Martello, «al guardarsi indietro e piangere su se stessi». Non solo. «La possibilità di creare relazioni è un collante sufficientemente forte perché le persone ritornino». Attorno alla Tule, infatti, ruotano anche feste, visite alle mostre, viaggi culturali. Sempre più in rete con il territorio circostante: come avviene per esempio a Palazzolo, dove si collabora con gli ospiti del Centro salute mentale, o a Botticino dove i nonni giocano coi bambini e si svolgono escursioni in barca coi disabili. Quanto ai corsi Tule, partiranno la prima settimana di ottobre ( le iscrizioni sono già aperte). In tutti i casi si tratta di pacchetti di cinque-dieci incontri una volta o due alla settimana , di solito il pomeriggio, per un costo che in genere non supera i 50 euro. A Brescia si tengono alla Casa delle associazioni, in via Cimabue (tel. 030 2311669) e combineranno un mix di sociologia, filosofia, p sicologia, letteratura e storia, arte e storia bresciane, shiatsu, yoga, inglese a più livelli, informatica e arabo. Stessa formula, con l’aggiunta di spagnolo, a Montirone (tel. 030 2170444), a Palazzolo, che mette in pista anche macramè e b iedermeier (tel. 030 7400308). Infine Rovato , l’ultima nata tra le sedi, lancia anche scrittura di sè (tel. 030 7713212). Mentre Botticino, con a diposizione lo spazio di Villa Labus, può sedurre «studenti» di tutte le età con danza del ventre, flamenco, teatro, ricamo, t ai chi chuan e persino bastone siciliano, che promette di insegnare tecniche di difesa anche solo grazie a un ombrello. L’idea ora, conclude Comini, «sarebbe quella di creare un coordinamento tra tutti i corsi, compresi quelli delle c ircoscrizioni». Così la rete antisolitudine è assicurata.
Fonte Il Giornale di Brescia del 9 Settembre 2005