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La Franciacorta

Stabili i confini, quello che resta da capire è l'etimologia del nome, argomento discusso da molti studiosi, ma ancora privo di una soluzione definitiva. Una lontana leggenda racconta che Carlo Magno, conquistata Brescia longobarda nel 774, pose l'accampamento a Rodengo Saiano. Quando venne il momento di celebrare la festa di San Dionigi, che lui aveva giurato di festeggiare a Parigi, risolse la questione decretando che questa terra era come una "piccola Francia",e ordinò che così fosse chiamata tutta la zona. La tesi più ricorrente e storicamente plausibile, allude alle "corti franche", cioè al fatto che i principali centri dell'arco morenico erano all'origine corti altomedievali, che con l'arrivo dei monaci cluniacensi godettero di franchigie (curtes francae).


Col termine “Franciacorta” viene designata una zona della provincia di Brescia che si estende a occidente della città fra i fiumi Mella e Oglio che la delimitano a est e ovest, avendo a nord le colline di Brione, Polaveno, Monticelli Brusati e il Lago d’Iseo, e a sud l’alta pianura padana superiore.

La sua estensione è di circa 240 Kmq e raggruppa i comuni di Adro, Brione, Capriolo, Castegnato, Cazzago S. Martino, Cellatica, Cologne, Coccaglio, Cortefranca, Erbusco, Gussago, Monticelli Brusati, Ome, Paderno, Paratico, Passirano, Polaveno, Provaglio, Rodengo Saiano e Rovato.

Stabili i confini, quello che resta da capire è l’etimologia del nome, argomento discusso da molti studiosi, ma ancora privo di una soluzione definitiva.
Una lontana leggenda racconta che Carlo Magno, conquistata Brescia longobarda nel 774, pose l’accampamento a Rodengo Saiano. Quando venne il momento di celebrare la festa di San Dionigi, che lui aveva giurato di festeggiare a Parigi, risolse la questione decretando che questa terra era come una “piccola Francia”,e ordinò che così fosse chiamata tutta la zona.
La tesi più ricorrente e storicamente plausibile, allude alle “corti franche”, cioè al fatto che i principali centri dell’arco morenico erano all’origine corti altomedievali, che con l’arrivo dei monaci cluniacensi godettero di franchigie (curtes francae).

Il Franciacorta DOCG
Il Franciacorta è prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot nero e/o Pinot bianco e si ottiene dalla maturazione ed elaborazione per almeno 25 mesi dalla vendemmia di cui almeno 18 mesi di lenta rifermentazione in bottiglia a contatto dei lieviti. Le caratteristiche e le peculiarità sensoriali che identificano il Franciacorta sono: perlage finissimo e persistente, quasi cremoso; colore giallo paglierino carico con riflessi verdognoli; sfumato ma deciso profumo di lievito (crosta di pane), accompagnato da delicate note di frutta secca (mandorla, nocciola, fichi secchi) e speziato (chiodi di garofano); in bocca una piacevole sapidità e freschezza.

Per il Franciacorta, secondo il tenore zuccherino, sono ammesse le seguenti tipologie di sapore:

Non Dosato (Pas Dosè, Dosage Zéro, Nature); particolarmente secco, eccezionale per impronta e per pungenza delle bollicine, esprime profumi floreali caratteristici, ottenuto senza aggiunta di sciroppo, ma solo di vino. Ottimo aperitivo.

Extra Brut (zucchero fino a 6 grammi/litro): asciutto, ideale come aperitivo e fuori pasto. Ottimo con stuzzichini salati, tartine delicate e torte di verdure al forno.

Brut (zucchero inferiore a 15 grammi/litro): secco, ideale come vino da tutto pasto, si abbina ottimamente a risotti, a piatti di pesce e a carni bianche. Si consiglia di non accompagnarlo con dessert dolci.

Extra Dry (zucchero da 12 a 20 grammi/litro): secco e delicato indicato per torte salate e verdure al forno.

Sec, Dry (zucchero da 17 e 35 grammi/litro): secco ma leggermente morbido, è indicato per formaggi molli, piccanti e tipo gorgonzola o taleggio; ottimo con gelati e dessert non dolci.

Demisec (zucchero da 33 e 55 grammi/litro): rotondo, intensamente profumato, morbido e vellutato, si accompagna molto bene con i dessert; prediletto con piccola pasticceria.

Franciacorta Satèn Brut

Il Satèn è una delle massime espressioni dell’armonia, del piacere e del gusto del Franciacorta. E’ ottenuto solo con uve Chardonnay (prevalenti) e Pinot bianco, con una pressione inferiore o uguale a 4,5 atm e un contenuto di zucchero non superiore a 15 g/litro, cioé solo nella tipologia di sapore brut. Può essere anche millesimato. Le caratteristiche e le peculiarità sensoriali che identificano e differenziano il Franciacorta Satén sono: il perlage finissimo e persistente quasi cremoso, il colore giallo paglierino anche intenso con riflessi verdognoli, sfumato ma deciso profumo di frutta matura, accompagnato da delicate note di fiori bianchi e di frutta secca anche tostata (mandorla e nocciola); al gusto, una piacevole sapidità e freschezza si armonizzano con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta.
E’ cremoso, armonico e morbido, ideale a tutto pasto, ma eccezionale con le paste al forno, i risotti delicati e piatti a base di pesce (storione, salmone, trota, coregone, tinca, pesce azzurro).

Franciacorta Rosè

Le uve bianche e rosse sono vinificate separatamente secondo il metodo Franciacorta e la preparazione della cuvèe con vino Chardonnay, vino Pinot bianco e il 15% almeno di vino Pinot nero avviene a fine fermentazione. Le uve Pinot nero vengono fatte fermentare a contatto con la buccia per il tempo necessario all’ottenimento di un vino base rosato o rosso atto a conferire al prodotto finale una tinta rosa pallido. Durante la presa di spuma il Franciacorta Rosé presenta una leggerissima tonalità rosa. E’ possibile, per arrivare all’ideale colorazione, nella fase di sboccatura aggiungere uno sciroppo di dosaggio con vino vecchio Pinot nero appositamente preparato. Il Franciacorta Rosé può essere prodotto in tutte le tipologie di sapore.

La presenza del Pinot nero conferisce a questo Franciacorta un corpo ed un vigore che permettono di assaporalo con salame e salsicce, con risotti ai funghi porcini, agli asparagi o al radicchio, con melanzane alla parmigiana, con zuppe di pesce saporite, carni di agnello e vitello, rane e lumache. Nella tipolgia Demisec ben si abbina a torte crostate, piccola pasticceria e dolci a base di biscotto.

Franciacorta Demisec

La base del vino è ottenuta con le tradizionali uve e la stessa vinificazione lasciando fin dall’origine un residuo zuccherino superiore. Nella fase di tiraggio e di sboccatura l’aggiunta di sciroppi particolari e ricchi di zucchero consentono al prodotto di avere un ricco contenuto dolce. Si accompagna molto bene con i dessert. Ottimo anche fuori pasto con stuzzichini e con formaggi piccanti, si lega in maniera armoniosa con un gran numero di cibi; a fine pasto si sposa alla pasticceria secca e con creme, alle crostate di frutta e alle focacce dolci.

Franciacorta con Millesimo

Il Franciacorta millesimato rappresenta una tipologia di prodotto particolarmente curata che necessita una scelta “all’origine” del vino base diversa, poiché impone la massima classe, qualità e gusto.

E’ un vino ottenuto da uve raccolte in condizioni sia climatiche sia vendemmiali molto favorevoli, al fine di avere i vari grappoli selezionati con una maturazione omogenea e giudicata ottimale. Il Franciacorta millesimato si ottiene dalla maturazione ed elaborazione per almeno 37 mesi dalla vendemmia di cui almeno 30 di lenta rifermentazione in bottiglia a contatto dei lieviti. I millesimati hanno una personalità sensoriale e gustativa diversa ogni anno, perché rispecchiano più di ogni altro Franciacorta le condizioni climatiche dell’annata e le espressioni qualitative delle uve di una specifica vendemmia.

Per il consumatore è una felice scoperta, diversa ogni volta, come diversa è ogni vendemmia. Si può dire che ogni millesimato è frutto sapiente della natura vocazionale del territorio reso unico e speciale da quella certa vendemmia. Ciò che distingue il Franciacorta di queste vendemmie dalle cuvée tradizionali è che i millesimati derivano da un insieme di vini prodotti esclusivamente in quel certo anno per almeno l’85% e non dall’unione di basi di annate diverse, come invece normalmente avviene per avere un prodotto finale con caratteristiche di continuità. E’ un vino ideale per tutto il pasto, perché intenso negli aromi con un colore paglierino più carico, complesso e strutturato nel gusto, corposo e si sposa bene anche con i piatti a base di carne.

Sull’etichetta i millesimati riportano l’indicazione dell’annata della vendemmia (il millesimo appunto).

Le foto le ho ricevute dal Consorzio per la tutela del Franciacorta.

Vigneto

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