Brunello, una delle realtà enologiche più affermate al mondo

Ci sono voluti quasi due secoli, ma oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Brunello Greppo di Biondi Santi è una delle realtà enologiche più affermate del mondo intero.

Ci sono voluti quasi due secoli, ma oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Brunello Greppo di Biondi Santi è una delle realtà enologiche più affermate del mondo intero.

Il Brunello Biondi Santi, di cui esistono l’etichetta “Riserva” e quella “Annata”, ha una storia lunga quanto quella della nobile famiglia toscana, alla quale è legato a doppio filo. Il cognome Biondi Santi fu assunto sul finire dell’800 da Ferruccio Biondi, che così volle rendere omaggio alla famiglia materna dei Santi, già allora rinomati produttori di vino, primo fra tutti proprio quel Brunello che avrebbe portato passo dopo passo alla creazione dell’attuale rinomato vino. Il nonno materno di Ferruccio, Clemente Santi, già a metà del secolo XIX aveva ottenuto brillanti riconoscimenti perfino in Francia, che allora era considerata la patria vera e propria del vino, mentre in Italia ancora mancava un settore vitivinicolo adeguato a concorrere con i cugini francesi.

Il nome Greppo viene, invece, dalla Tenuta del Greppo, che è di proprietà della famiglia Santi da centinaia di anni e ancora oggi è il nucleo principale della produzione della casa vinicola senese: la tenuta si estende su 150 ettari di terreno, diviso in poderi, fra i quali spicca il Greppo che da il nome all’intero possedimento. Nella tenuta sono impiantati 25 ettari di Sangiovese grosso, con cui vengono prodotti la selezione Riserva (solamente nelle annate migliori) e la selezione Annata. I vitigni furono selezionati inizialmente proprio da Ferruccio verso la fine del XIX secolo, ma oggi fra i 25 ettari di Sangiovese grosso della tenuta Greppo si possono contare “vigneti molto vecchi” destinati al Brunello Riserva (5 ettari impiantati fra il 1930 e il 1972), “vigneti vecchi” destinati al Brunello Annata (8 ettari impiantati nel 1988/1989) e “vigneti nuovi in produzione” per il Rosso di Montalcino (impiantati nel 2000/2001 e 2004/2006).

Il risultato è un vino che si adatta benissimo all’invecchiamento: se la selezione Annata può durare anche fino a 30 anni, nelle cantine del Greppo si conservano bottiglie di Riserva in ottime condizioni risalenti alla fine dell’800.

Vino degustato: Brunello di Montalcino 2005 Tenuta il Greppo Biondi Santi.

Tipologia: Rosso D.O.C.G.

Uve: Sangiovese grosso 100%.

Gradazione: 13%.

Bottiglie prodotte : 39.537 bottiglie all’anno.

Maturazione: 36 mesi in botte di slavonia

Affinamento in bottiglia: 4 mesi.

Esame Visivo: Rosso rubino denso e compatto, con evidenti riflessi granati.

Esame olfattivo: Sprigiona aromi intensi ed eleganti di confettura a polpa rossa (amarena-mirtillo), viola, rosa e evidenti note speziate di cannella e noce moscata.

Esame gustativo: Si rileva equilibrato e piacevolmente morbido, la decisa freschezza sostiene e contiene l’alcolicità e la tannicità, lungo finale fruttato.

Abbinamento: Accompagna piatti a base di carni rosse importanti (selvaggina), formaggi stagionati.

Stato evolutivo: Pronto.

Temperatura di servizio: 18-20°C.

Longevità: 30-40 anni.

Prezzo di vendita al pubblico in negozio: € 70,00 - € 95,00.

Punteggio: 91/100.

Conclusione: La famiglia Biondi Santi, creatrice del Brunello, è ormai un mito nella storia di Montalcino. L’annata 2005 a mio parere, entra di diritto nei vini dell’eccellenza.

Per informazioni o acquisto Brunello di Montalcino Biondi Santi online, contattare l’enoteca Le Cantine Dei Dogi al nr. 0415489920.

Foto grappoli di sangiovese in cesto

Foto grappoli di sangiovese in cestoFranco Biondi SantiTenuta il greppo in autunnoTenuta il GreppoVista dall'elicottero Tenuta il Greppo

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