Questo sito contribuisce alla audience di

Il vitigno Aglianico nel Vulture

L'Aglianico è un arcaico vitigno rosso originario della Grecia. Deve infatti il suo nome al termine Elleanico (che proviene dalla Grecia), che durante il governo aragonese subì delle variazioni di pronuncia fintanto da risultare nell'appellativo odierno.

L’Aglianico è un arcaico vitigno rosso originario della Grecia. Deve infatti il suo nome al termine Elleanico (che proviene dalla Grecia), che durante il governo aragonese subì delle variazioni di pronuncia fintanto da risultare nell’appellativo odierno.

La sua culla è sicuramente la zona del Vulture, in Basilicata, nella provincia di Potenza.
Il Monte Vulture (1326 m.s.l.m) è un antico vulcano inattivo e sulle sue pendici l’Aglianico ha trovato una condizione pedoclimatica perfetta.

Questo vitigno dal grappolo piccolo, con acini di un intensissimo colore blu-nero, predilige i terreni vulcanici di alta e media collina. Inoltre teme il grande caldo e le gelate autunnali; il primo è mitigato dall’altitudine dei vigneti, mentre le seconde sono fortunatamente rare nella zona.

In questa terra l’Aglianico raggiunge livelli qualitativi molto alti, tanto che, quarant’anni fa, fu insignito della DOC, e da quest’anno si potrà fregiare addirittura della DOCG.
Avranno diritto alla fascetta rosa 36 aziende, distribuite in 15 comuni ai piedi del vulcano.
I vini, prodotti con Aglianico in purezza, dovranno sostare almeno un anno in cantina per le versioni “base”, per tre anni in legno nelle versioni “Vecchio” e per cinque in quelle “Riserva”.
Sarà inoltre predisposta una tipologia “Superiore” per i vini aventi titolo alcolometrico volumico superiore a quello del disciplinare (vol. 12%) di almeno un grado.
Ma che vino si ottiene dall’Aglianico?

Se vinificato in rosso questo vitigno regala vini di colore rubino impenetrabile, di grandissima concentrazone, tenore alcolico, struttura e mineralità.
Il profumo vinoso e fruttato, molto intenso, evolve con l’età in sentori di spezie, fiori appassiti e tostature, guadagnando in complessità e finezza. Il tannino di questi vini può risultare scontroso e amarognolo, ecco perchè spesso li si deve aspettare per anni, soprattutto nelle versioni più importanti.

La ricca cucina dell’entroterra meridionale vede nell’Aglianico un compagno immancabile, ma esso può sorprendere anche nell’abbinamento con i dolci della tradizione. Infatti esiste una tipologia di Aglianico molto particolare che prevede la spumantizzazione di un vino base rosso con il metodo Charmat per ottenere uno spumante “Abboccato”, molto fresco e con sentori di frutti di bosco.

Vino degustato: Aglianico del Vulture Caselle Riserva 2004 D’Angelo Basilicata.

Tipologia: Vino rosso secco DOC.

Uve: Aglianico 100%.

Gradazione: 13%.

Composizione del terreno: Medio impasto vulcanico.

Resa per ettaro : 45 hl/ha

Vinificazione: Tradizionale con macerazione di 15 giorni.

Affinamento : 24 mesi in botti tradizionali.

Esame Visivo: Bel rosso rubino con sfumature granate.

Esame olfattivo: Profumo intenso e pulito, fragoline di bosco con finale di confettura di ciliegia.

Esame gustativo: Dal sapore pieno, imperante la tannicità. Chiusura ancora fruttata e leggermente cioccolatosa.

Abbinamento: Carni e formaggi staginati, eccellente con la Tacchinella gratinata al forno con Porcini e crema di Tartufo

Temperatura di servizio: 16°C- 18°C.

Prezzo di vendita al pubblico in negozio: €14,90- € 16,90.

Punteggio: 91/100.

Conclusione: Vino eccellente, possibilità di invecchiamento fino a 15anni.

Per informazioni o vendita Aglianico del Vulture online, contattare l’enoteca Le Cantine Dei Dogi al nr. 0415489920.

Vigneto Aglianico

Vigneto AglianicoAglianico DOCGVista vigneto AglianicoAsino mangia grappolo d'uva AglianicoVigneti AglianicoVista Vulture