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Verdicchio dei Castelli di Jesi: “sanitade et bellico vigor”

Nel 410 d.C. Alarico, re dei Visigoti, riassumeva con queste parole le straordinarie qualità di questo vino che, lungi dall’essere il Verdicchio che conosciamo oggi, evidentemente era già noto per la notevole longevità, la struttura e per l’elevato tenore alcolico.

Nel 410 d.C. Alarico, re dei Visigoti, riassumeva con queste parole le straordinarie qualità di questo vino che, lungi dall’essere il Verdicchio che conosciamo oggi, evidentemente era già noto per la notevole longevità, la struttura e per l’elevato tenore alcolico.

Marchigiano, DOC dal 1968, il Verdicchio dei Castelli di Jesi è prodotto esclusivamente nell’area collinare al centro della provincia di Ancona e in un ristretta fascia di territorio della provincia di Macerata, a pochi chilometri dal mare e lungo pendii costantemente ventilati che arrivano fino ai 500 metri di altezza.

In un’area ancor più ristretta, corrispondente alla zona di produzione più antica e compresa tra il fiume Esino e le colline su cui sorgevano i castelli di Jesi, di cui oggi restano solo le rovine, si produce l’unico Verdicchio per il quale è ammessa la menzione di Classico in etichetta. Solamente qui, infatti, si possono ritrovare le condizioni ottimali per la maturazione delle sue uve: un clima sempre arieggiato, che impedisce il formarsi di umidità sui grappoli, una buona esposizione solare e terreni argillosi e calcarei ricchi di limo che conferiscono al prodotto finale l’acidità e la mineralità tipiche.

Queste condizioni favorevoli unite alle caratteristiche naturali del vitigno quali la vigoria, la resa pressoché costante e la maturazione medio tardiva degli acini, supportate naturalmente da lavorazioni e pratiche di cantina accorte e dalla tendenza a vinificare in purezza (benché sia ammessa da disciplinare una quantità pari al 15% di uve diverse dal Verdicchio), contribuiscono a fare del Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico uno dei bianchi che più si presta all’invecchiamento. Per apprezzare al meglio la complessità dei suoi profumi, la struttura importante, l’ottima acidità e i caratteristici sentori minerali e di frutta secca, è anzi auspicabile un certo periodo di invecchiamento; se questo raggiunge i 24 mesi, allora il Verdicchio, a condizione di presentare una gradazione alcolica minima di 12,5°, potrà fregiarsi della qualifica di Riserva, anche se le potenzialità di queste sue uve sono tali da permettere, nelle annate migliori, invecchiamenti anche di 10 o addirittura 15 anni.

In tavola il Verdicchio dei Colli di Jesi DOC si fa apprezzare in abbinamento a tutti i piatti tipici della tradizione marchigiana, dalle specialità marinare, come zuppe e risotti, fino alle carni bianche, in particolare il coniglio; la versione spumante, invece, accompagna egregiamente antipasti di pesce, anche crudo, mentre la versione passito è ideale per concludere la cena con un dolce tipico.

Vino degustato: Verdicchio dei Castelli di Jesi Superiore San Michele 2009 Azienda Vallerosa Bonci (AN).

Tipologia: Bianco secco DOC.

Uve: Verdicchio 100%.

Gradazione: 14,5%.

Densità d’impianto: 2.000 ceppi/Ha.

Resa per ettaro: 75.

Maturazione in acciaio: 6 mesi.

Affinamento in bottiglia: 3 mesi.

Esame Visivo: Veste dorata e cristallina, di grandissima consistenza.

Esame olfattivo: Eccelso, note di tiglio, pesca, acacia, pera abate, cedro candito, mango, anice e coriandolo fresco affiorano a getto continuo.

Esame gustativo: Bocca deliziosa, molto fresca e morbida, puntuale a riproporre i sentori già avvertiti al naso.

Abbinamento: Ideale per il pesce, va bene anche con carni bianche.

Temperatura di servizio: 10°C- 12°C.

Prezzo di vendita al pubblico in negozio: €11,90- € 14,90.

Punteggio: 94/100

Conclusione: Il miglior Verdicchio dei Castelli di Jesi senza dubbio.

Per informazioni o vendita Verdicchio dei Castelli di Jesi online, contattare l’enoteca Le Cantine Dei Dogi al nr. 0415489920.