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Matilde di Canossa - La santa alleata di Papa Gregorio VII 1°

La prima donna di potere in epoca medioevale, Mathilde von Tuszien, meglio nota come la grancontessa Matilde di Canossa, nasce a Mantova nel 1046. Potente feudataria, contessa, duchessa, marchesa e regina, è passata alla storia come la più ardente sostenitrice del Papato nella famosa lotta per le investiture e artefice assoluta della conversione di Enrico IV. Padrona incontrastata di tutti i territori italici situati a Nord dello Stato papale, incoronata regina dalle dirette mani dell’imperatore, dopo essere entrata in possesso, nel 1076, di un vastissimo territorio comprendente le odierne Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, al cui centro si trova Canossa, nell’Appennino reggiano, vive in un periodo straordinario caratterizzato da aspre battaglie, intrighi, scomuniche papali, lotte intestine e religiose. Riesce a dominare un panorama politico, dove mai nessuna donna prima ha trovato spazio, grazie alle sue doti innate di saggezza, lungimiranza e attitudine al comando.

Matilde di Canossa (1046 - 1115)

«Corde pio flagrans Mathildis lucida lampas. Arma voluntatem, famulos, gazam proprianque, excitat, expendit, instigat, proelia gessit. Singula si fingam, quae fecit nobilis ista, carmina sic crescens, sunt ut numero sine stelle.» - «Matilde, splendente fiaccola che arde in cuore pio. Aumentò in numero armi, volontà e vassalli, profuse il proprio principesco tesoro, causò e condusse battaglie. Se dovessi citare ad una ad una le opere compiute da questa nobile signora, i miei versi aumenterebbero a tal punto da divenire innumerevoli come le stelle». (Donizone, Vita Mathildis, libro II, prologo II).

Matilde è figlia di Bonifacio III detto il “Tiranno”, della potente famiglia feudale dei Canossa, marchesi di Toscana e discendenti dal ceppo Longobardo, e di Beatrice di Lotaringia, imparentata con i più nobili casati del suo tempo tra cui quello dei duchi di Borgogna, dei duchi di Svevia, degli Imperatori Enrico III ed Enrico IV, e dei papi Stefano IX e Leone IX. Il casato nobiliare di Beatrice è superiore a quello di Bonifacio e così la madre è in grado d’impartire alla figlia un tipo di educazione decisamente inconsueto per la sua epoca, tanto che alla piccola viene insegnato fin da subito a padroneggiare sia il tedesco che il francese. Matilde vive nel castello di Canossa tra banchetti e festini sontuosi, fino all’età di sei anni, quando assiste al primo dramma della sua vita. Il 6 maggio 1052 il padre Bonifacio viene ucciso in un agguato durante una battuta di caccia e muore la sera del giorno dopo tra orribili agonie, con la gola trapassata da una freccia avvelenata. Impossibilitata a governare da sola, con tre figli ancora piccoli, Beatrice si appoggia ai pontefici e all’imperatore Enrico III, ma nonostante queste altolocate protezioni, nel 1053, quasi simultaneamente muoiono avvelenati i due fratelli maschi di Matilde. Le lotte per il potere ignorano ancora le donne, che non sono mai state considerate un pericolo, ma la storia, fino a quel momento, evidentemente non ha fatto ancora i conti con Matilde di Canossa.

Morto il papa Leone IX, il maggior protettore di Beatrice e Matilde, il potere papale passa nelle mani di Vittore II e l’imperatore Enrico III prende con sé in Germania madre e figlia, sottraendo loro le terre. Alla sua morte, le due donne riescono a rientrare nei loro possedimenti e a porsi sotto la vigilanza di Goffredo il Barbuto, cugino di Leone IX, che contrae matrimonio con Beatrice e promette Matilde in sposa a Goffredo il Gobbo, suo figlio naturale. Questi progetti vengono però ostacolati dal nuovo imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico IV, che costringe il novello sposo a fuggire, lasciando madre e figlia alla guida di possedimenti ancora più estesi. Nel 1057 muore papa Vittore II mentre era ospite dei Canossiani e gli succede papa Stefano IX, imparentato con Goffredo, il patrigno di Matilde. È questo l’anno in cui il pontificato introduce il conclave dei cardinali, il solo abilitato alla nomina del nuovo pontefice, secondo una consuetudine in atto ancora oggi, e si allontana dalle politiche del Sacro Romano Impero. Per non perdere del tutto l’appoggio delle potenze esterne, il nuovo papa si affida all’alleanza dei Canossa che acquisiscono ufficialmente il diritto-dovere di protezione dei pontefici, con tutto quel che ne consegue. Nel 1061 muore, sempre alla corte dei Canossa, il nuovo Papa Benedetto X e a quel punto il Sacro Romano Impero tenta di riacquisire il controllo sul papato, nominando autonomamente un nuovo pontefice, Onorio II, in contrapposizione ad Alessandro II che è il candidato dei Canossa. In un breve e confuso periodo regnano così due papi contemporaneamente e alfine, per dirimere la questione, si organizza un conclave nel feudo dei Canossa al quale Onorio II non si presenta nel timore di perdere la vita, lasciando così libera la strada alla piena legittimazione di Alessandro II.

Nel 1069, alla morte del patrigno costretto in esilio, Matilde onora gli accordi matrimoniali presi da quest’ultimo quando lei era ancora bambina e per convalidare il diritto a titoli e possedimenti, convola a nozze forzate con il figlio di questi, Goffredo il Gobbo, raggiungendolo in Lotaringia. Da lui ha una bambina che però muore poco dopo il parto. Matilde, gravemente provata dalla gravidanza e sentendo la sua vita in pericolo, fugge nel 1072 e ripara dalla madre, a Canossa. Dopo un tentativo vano di riconquistare la moglie, anche Goffredo il Gobbo perde la vita in un attentato, nel 1076, lasciando Matilde vedova e libera, proprietaria di un regno sempre più vasto, di cui rimane l’unica sovrana incontrastata alla morte della madre che avviene nello stesso anno. A soli 30 anni di età, domina su un regno che dai confini del Lazio si estende fino alle rive del lago di Garda e comprende la marca di Tuscia, i ducati di Modena, Reggio e Mantova, i vasti territori di Parma, Brescia, Bologna, tutto il Veronese e la città di Ferrara.

Continua con Matilde di Canossa - L’artefice della resa di Enrico IV 2° Matilde di Canossa

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