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    Alla fine del periodo di Amarna, l’Egitto torna allo status quo, il nome di Akhenaton non sarà più pronunciato fino al 1907, quando alcuni archeologi si imbattono nei primi reperti risalenti a un regno fantasma intermedio di cui nelle datazioni ufficiali non resta più alcuna traccia. Un regno che certo a livello politico non si distingue per grande oculatezza: travolto dalle invasioni dei Mitanni e degli Ittiti in Asia Minore, destinato a perdere gli Stati vassalli di tutta l’area sirio-palestinese, con le casse reali gravemente provate dai nuovi investimenti e da un cessato apporto economico proveniente dalle provincie ormai perdute. Ma che a livello culturale, invece, costituisce una vera e propria e propria rivoluzione senza precedenti.

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    Per la prima volta questa nuova divinità, il dio Aton, non ha sembianze antropomorfe o zoomorfe, anzi non viene mai raffigurato sotto alcun aspetto che non sia quello di un sole i cui raggi sono braccia terminanti con mani, alcune delle quali reggono l’ankh, il simbolo della vita e questo contribuisce a rendere il suo culto poco fruibile. Tuttavia il faraone è il faraone e in qualche modo Akhenaton, nonostante l’aperta ostilità del clero devoto ad Amon, riesce a imporre questo nuovo credo e sposta la capitale dell’Alto e del Basso Egitto da Tebe, la favolosa “Città delle Cento Porte”, al nuovo insediamento di Amarna.

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    Nefertiti, che in antico egizio significa “La Bella che Giunge”, è forse la più famosa regina di tutta la storia d’Egitto, vissuta nel XIV secolo a.C., sposa prediletta di Amenophis IV, meglio noto con il nome di Akhenaton. L’unica moglie di un faraone che non si è limitata a interpretare il ruolo di grande sposa reale, ma che ha avuto parte attiva e determinante nella gestione del potere, influenzando le scelte politiche e religiose durante i tredici anni del suo regno al fianco del marito. L’unica in assoluto in tutta la tradizione iconografica egizia a essere rappresentata nella ritrattistica ufficiale con la corona doppia, simbolo indiscusso dell’autorità del sovrano reggente, emblema che di prammatica spettava al solo faraone.