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I DS intervengono sulla strage di Bologna

Il Vicecapogruppo DS in Consiglio comunale commenta la richiesta dell’esponente di Alleanza Nazionale Massimiliano Mazzanti di rivedere le verità sul tragico evento del 2 agosto. “Basta coprire fantasiose teorie”, il suo monito

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“È
vergognoso che si continui a fare politica e a cercare le prime pagine dei
giornali sulla pelle dei morti della strage di Bologna, ma è ancora più
grave che la maggioranza di governo di Bologna si renda corresponsabile di
questi atteggiamenti”. Con queste parole Claudio Merighi,
Vicecapogruppo DS in Consiglio comunale, ha commentato la recente uscita
del Consigliere di AN Massimiliano Mazzanti, che ha nuovamente
chiesto di rivedere le verità sulla strage del 2 agosto 1980, alla luce
dell’annullamento della condanna a carico di Luigi Ciavardini.

Merighi ha stigmatizzato sia il comportamento di Mazzanti, sia il silenzio
della Giunta bolognese, accusata di “non avere mai provato a fermare i
suoi deliri ogni qualvolta ha rimesso in discussione gli esiti processuali
sulla strage della stazione”.

“Mazzanti ha toccato il fondo della sensibilità politica e tutto per un
unico obiettivo: rimettere in discussione la matrice fascista della
strage, riproponendoci per l’ennesima volta fantasiose teorie di
depistagli – ha spiegato l’esponente DS – ma è soprattutto
l’amministrazione di Palazzo d’Accursio a preoccupare, perché
l’antifascismo non è inaugurare un museo o sovvenzionare
un’associazione di familiari delle vittime, ma qualcosa di cui uno è
portatore on lo è e questa Giunta di centrodestra non lo è, visto che
quando servirebbero coerenza e atti conseguenti di condanna il Sindaco
Guazzaloca
e il centrodestra non ci sono mai”.