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Due gocce...e uno zero in storia dell'arte.

Bocciatura senza appello per l’Infobox del Sindaco Guazzaloca nell’ultimo libro sugli scempi architettonici scritto da Vittorio Sgarbi.

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Gira
e rigira la Giunta Guazzaloca è riuscita finalmente a centrare
qualche primato. Nelle scorse settimane abbiamo appreso che Bologna è
nelle ultimissime posizioni della classifica delle città a misura di
bambino, e, pochi giorni fa, l’Unione dei Proprietari Immobiliari ci ha
rallegrato incoronando la nostra città come la capitale dei topi di
appartamento.

Ma, per immensa fortuna dei bolognesi, non è finita qui. Sfogliando le
pagine dell’ultimo libro di Vittorio Sgarbi, “Un Paese
sfigurato. Viaggio attraverso gli scempi d’Italia”
, scopriamo
infatti che finalmente la lungimiranza ed il gusto estetico della nostra
amministrazione hanno trovato la rilevanza che meritavano. Sgarbi, un
intellettuale non certo vicino al centrosinistra, inserisce il neonato
Infobox nella famigerata lista degli “sfracelli d’Italia”, ossia
quegli interventi architettonici contemporanei che hanno devastato e
deturpato pesantemente il tessuto ambientale, storico e artistico nel
quale sono stati inseriti.

Ma leggiamo le parole dello stesso Sgarbi: “A Bologna il Sindaco
Guazzaloca ha voluto due costruzioni, dette gocce, in vetro e plexiglass,
per l’esposizione dei progetti dell’amministrazione, ideate
dall’architetto Mario Cucinella e costate ai cittadini 3,5 milioni di
euro. Due troppo grandi scatole di vetro (che nelle conversazioni
bolognesi sono diventate i “barattoli”, mentre in quella dei tassisti
“le palle del sindaco”) degne di una discoteca di Riccione più che di
una piazza passata alla storia. Il Minstero per i Beni e le Attivià
Culturali sembrerebbe essere stato compiacente con un’amministrazione di
destra, avallando un vero illecito estetico
”.

Una sonora e imbarazzante bocciatura, insomma, anche se stando alle
recenti dichiarazioni dell’Assessore alla Cultura Marina Deserti,
il vero problema estetico del centostorico consisterebbe nel colore usato
per ridipingere il Palazzo dell’Archiginnasio. Un “rosso mattone
troppo vivace
”, che “stonerebbe” nel contesto del centro
storico. Peccato che questo però a Sgarbi sia sfuggito. Proprio strani
questi storici dell’arte: ignorano completamente le sfumature
cromatiche, e riescono invece a trovare addirittura orrendo il fatto che
qualche tonnellata di vetro, ferro e cemento sia stata adagiata al centro
di una delle più suggestive piazze medievali italiane.

E, così, dopo essere stata rimandata in comunicazione, la Giunta
Guazzaloca becca un’altra insufficienza in pagella: questa volta alla
voce storia dell’arte.