Questo sito contribuisce alla audience di

SEJALANDFOSS E SKOGAFOSS, VIK E LE PULCINELLE DI MARE

Le incredibili pulcinelle di mare.

Dopo una notte praticamente insonne ci risvegliamo la mattina successiva
con un timido sole che illumina la valle di Thorsmork.
I colori e la
natura di questo paradiso ci fanno dimenticare la stamberga dove abbiamo passato
la notte.
Ci dirigiamo verso il fondovalle ed aggiriamo un immenso monolito
dirigendoci verso la costa sud dell’isola.
La nostra prima tappa è la
piccola cascata di Seljalandsfoss, dove ci fermiamo per aggirarla ed
ammirarla dal passaggio retrostante.

Pochi metri più in là visitiamo una
seconda cascatella che scorre in un piccolo canyon chiuso.
Ripartiamo alla
volta di Vik ma dopo qualche chilometro è la stupenda cascata di
Skogafoss a richiedere una sosta.
Risaliamo la scalinata che ci porta
in cima alla cascata e lì noto una strana roccia ricoperta d’erba dalla forma
umana : la ribattezzo nonna Abelarda e un po’ la invidio, lei sempre lì
in quel posto fiabesco con lo sguardo rivolto alla cascata.

Torniamo
verso la macchina e ci dirigiamo verso Vik.
Il tempo diventa ventoso
e piovoso.
Prendiamo la deviazione verso il faro di Dyrholaey.
Il
tempo è inclemente, una pioggia fitta rende la nostra avanzata più difficoltosa
: ci inerpichiamo su una salita in direzione del faro, la strada è parecchio
dissestata ma ce la facciamo.

Arrivati in cima tento di aprire la
portiera e mi accorgo immediatamente che il vento lassù è terribile la portiera
mi sfugge di mano e per un attimo temo il peggio. Immediatamente indossiamo le
nostre giacche e pantaloni antivento e cominciamo ad ispezionare questo
vastissimo promontorio a picco sul mare.
Passiamo a fianco del faro e
proseguiamo fino in fondo alla scogliera, dove ci troviamo in balia dei venti
sopra un abisso in fondo al quale notiamo una roccia ad arco. Il vento quasi ci
trascina via e ci vediamo costretti a ripararci dietro il faro.

La
nostra guida racconta dei puffin, le pulcinelle di
mare
, che popolano questo promontorio, ma sarà il brutto tempo, non ci
pare di vederne nemmeno uno.
Quando stiamo già per chiederci cosa ci siamo
venuti a fare qui, vediamo altri turisti che scavalcano un muretto, li seguiamo
e sorpresa : una colonia di migliaia di lundi,
puffin o pulcinelle di mare che dir si voglia.
Dietro
di loro, parecchi metri più in basso, una lunghissima spiaggia di sabbia nera
semiavvolta nella nebbia, danno l’idea di una giornata da tregenda.
Sono
proprio queste colonie di pulcinelle di mare, dal becco variopinto, a dare un
unico segno di vita, volando di tanto in tanto da roccia a roccia, , in
un’atmosfera tanto spettrale quanto memorabile.

Scendiamo dalla
scogliera e ci rechiamo in un altro anfratto della baia di Dyrholaey,
dove camminiamo su rocce levigate dall’azione delle onde impetuose.

Ripartiamo alla volta di Vik e ci fermiamo per pranzo ma, ahinoi,
proprio mentre ci prepariamo i panini ricomincia a piovere, ci rintaniamo in
macchina e vi usciamo dopo una ventina di minuti per andare a passeggiare sulla
spiaggia nera in direzione di alcuni faraglioni, ma alle prime gocce ci rendiamo
conto che è meglio rientrare in macchina.
Comincia il diluvio universale e
decidiamo pertanto di ripartire alla volta dell’ostello di Hvoll dove
passeremo la notte.
Capiamo immediatamente perché questa sia la zona più
piovosa di tutta l’Islanda.

Verso sera, smette di piovere, e
possiamo uscire dall’ostello e godere del panorama circostante, evitando
saggiamente le anatre che si avvicinano a noi in cerca di cibo.
Tutto
attorno immense distese verdi, a sud in lontananza il mare ed a nord le lingue
terminali del ghiacciaio Vatnajokull, il piu’ grande ghiacciaio d’Europa,
che visiteremo il giorno seguente.

Roby

continua href="http://guide.supereva.it/deserti_e_namibia/interventi/2004/10/180000.shtml">PARCO
NATURALE DI SKAFTAFELL

logo<br src="http://indyana1.supereva.it/Orient_phrs.jpg"
width=70>

Le categorie della guida