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PARCO NATURALE DI SKAFTAFELL

Visita all'immenso e maestoso ghiacciaio Vatnajokull.

Anche questa giornata si preannuncia piuttosto uggiosa, ma noi indomiti ci dirigiamo verso un’immensa pianura glaciale chiamata Skeidararsandur.
Questa pianura si è formata per il ritiro progressivo del ghiacciaio Vatnajokull (ancora in atto a tutt’oggi), il quale in origine arrivava fino al mare.
Questa immensa vallata in cui le montagne si specchiano nei vari laghetti che si incontrano strada facendo è da sempre stata considerata una delle zone pericolose del paese, tanto che in tempi passati i viaggiatori preferivano di gran lunga attraversare il ghiacciaio a piedi che avventurarsi in questa immensa pianura paludosa anche in considerazione del fatto che nel periodo di disgelo le inondazioni non sono così infrequenti (tenete conto che diversi vulcani sono ancora attivi sotto la coltre del ghiacciaio …).

A testimonianza di questo fatto, attraversiamo il ponte più lungo d’Islanda e subito dopo troviamo un’area parcheggio con un ammasso di ferraglia, il cartello, corredato di foto, ci spiega che questi sono i resti del vecchio ponte spazzato via dall’ultima alluvione.
Di fronte a noi lo spettacolo immenso e maestoso del ghiacciaio Vatnajokull.

In realtà, quelle che noi visiteremo sono solo alcune delle lingue terminali di detto ghiacciaio vasto più di 8000 kmq.
Ci dirigiamo quindi al centro visitatori del parco nazionale dello Skaftafell, dove hanno origine diverse escursioni guidate a vari livelli.
Mentre io e Fabio decidiamo il da farsi Davide rimane intrappolato dal meccanismo infernale della chiusura centralizzata della Skoda.

Quando usciamo dal centro visitatori lo troviamo sporgersi dal finestrino ed imprecare verso l’autista che lo ha imprigionato.
Risolto l’increscioso incidente, ne approfittiamo per iscriverci ad un’escursione gratuita di quattro ore all’interno del parco e con nostra meraviglia veniamo a sapere che la nostra guida è una deliziosa biondina ventiquattrenne.

Non so perché, ma il maggior numero di foto scattate da Davide avevano lei come soggetto e non le meraviglie naturali del ghiacciaio di Skaftafell e della vicina cascata Svartifoss.
Questa cascata è situata in una anfiteatro naturale generato da rocce di basalto solidificatesi velocemente dopo un’eruzione.
Decidiamo di recarci dietro la cascata, posto incantato dove la nostra dolce guida ci dice che è necessario esprimere un desiderio, ed il percorso accidentato su queste rocce aguzze e pur scivolose ci fa esprimere immediatamente il desiderio di tornare sani e salvi da lei senza nessun graffio.
Miracolosamente il desiderio viene esaudito.
I sentieri del parco sono molto ben tenuti grazie ad un’organizzazione che, fornendo gratuitamente vitto ed alloggio a dei volontari, si occupa della manutenzione e della segnaletica per i visitatori.

Durante la nostra visita ne incontriamo alcuni, stanchi ma sorridenti.
Questo parco è uno dei pochissimi posti dove si trovi ancora della vegetazione folta e soprattutto delle piante.
I torrenti che scorrono tra la boscaglia e gli scorci sul ghiacciaio rendono la camminata piacevole, sì lo ammetto anche la vista, la cortesia ed il sorriso della nostra guida.
Non ci resta che ripartire alla volta della laguna di Jokursalon, che visiteremo poi all’indomani, non senza fermarci qualche chilometro prima a visitare le pendici di un ghiacciaio digradanti in un lago costellato da iceberg. Il freddo è pungente e ripartiamo alla volta dell’ostello.

continua LAGUNA JOKURSALON / HOFN

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