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Taliban! - parte prima

Un inaspettato incontro durante un viaggio verso Jalalabad.

“Remember: do not leave the main road!”

Sono in cima ad un vecchio T-80, il carro armato russo,
largamente utilizzato dalle truppe sovietiche durante la campagna afgana, e mi
tornano alla mente le parole del funzionario all’ufficio immigrazione di
Peshwar, mentre mi consegna il permesso, di 24 ore , per
recarmi ad Jalalabad in Afghanistan.

“Why?”, “Because there are a lot of mines.”

Avevo fatto fermare il pick up alla vista del T80 ed ero corso
vicino per scattare delle foto.

Ero tutto preso a scattare foto, quando vedo Rafique, il
driver, che si sbraccia e mi fa cenno di tornare.

E’ stato in questo preciso momento che mi sono venute in mente le parole
del funzionario pakistano.

Mine!

Come diavolo faccio a tornare incolume al pick up.

Il percorso non è molto lungo, poco più di cento metri, tuttavia possono
essere più che sufficienti per combinare un bel pasticcio.

Idea geniale, seguo a ritroso le tracce lasciate per raggiungere il carro
armato.

E’ si una zona desertica ma di sabbia non se ne parla: sono rocce e terra
talmente arida che la si puo scambiare per cemento.

Io esito ad incamminarmi mentre Rafique mi incita a
tornare alla svelta: non capisco.

Non ho scelta, devo raggiungere il pick up e, lentamente cerco di
individuare le orme precedenti.

A venti metri dal pick up, sento la voce di Rafique “Run Luigi,
run, Taliban!”.

Mi giro e a circa trecento metri vedo due pick up carichi di individui
armatissimi.

Uno di pick up questi ha montato un cannoncino contraereo e lo sta
puntando verso noi.

Dimenticando le mine corro verso il pick up.

Continua ….

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