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“Bisogna chiamare il tecnico”...

Nel nostro modo di fare in materia di Internet persiste ancora, purtroppo, un pericoloso equivoco: se abbiamo un problema con il nostro modem, se non sappiamo collegarci alla Rete, se non riusciamo a configurare un programma, se non possiamo trovare quello che cerchiamo on line, la prima cosa che pensiamo non è “E’ ora di fare un corso”, ma “Bisogna chiamare il tecnico”.

Non ci rivolgiamo ad una scuola di informatica, ma facciamo il numero del negozio dove abbiamo acquistato il computer. Certo, “il tecnico” che verrà a casa nostra o in ufficio è quasi sempre una benedizione. Lunga vita ai tecnici. Come suggerisce la parola stessa, il tecnico è una persona che si preoccupa di far funzionare le cose, una persona che ci aspettiamo risolva i nostri problemi. E nella maggior parte dei casi, ci riesce. Ma la cosa è efficace solo temporaneamente. E quando il problema si porrà di nuovo? Quanti altri soldi abbiamo intenzione di spendere per risolvere i nostri problemi in maniera inconsapevole e non definitiva?
La prossima volta che saremo di fronte ad un ostacolo, che probabilmente sarà ancora una volta molto banale, facciamo in modo di non chiamare nuovamente “il tecnico”. Perché, credetemi, verrà svogliatamente. Il bravissimo “tecnico” è stato assunto per assemblare macchine, istallare sistemi operativi, sostituire schede madri, configurare periferiche. Il tecnico vuole fare il tecnico, e nella maggior parte dei casi diventa insegnante suo malgrado.

Il professionista che più di ogni altro va consultato in questi casi è un docente di informatica o, nello specifico, di Internet. Non è detto che abbia maggiori competenze di un tecnico, ma probabilmente, se è un valido formatore, possiede un valore aggiunto che in questi casi è più importante: sa come comunicarle ad altri nel modo giusto.. Oltretutto, ci aiuta a trovare il modo migliore per risolvere i nostri problemi: imparare ad affrontarli da soli.