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Chi sono Io?

Chi sono? Come mi vedo? Chi mi vede? Nella cultura contemporanea l'ego è diventato talmente invadente e protagonista, talmente bisognoso di attenzioni e di continue riflessioni da imporre di soffermarvi in molti modi la nostra attenzione. La mania di se stessi. La continua domanda su chi siamo. Lo specchio come un amore ossessivo ed estenuante.... Il tentativo di espandersi verso l’esterno che spesso ricade nella ricerca del proprio io.

Chi sono? Come mi vedo? Chi mi vede?

Nella cultura contemporanea l’ego è diventato talmente invadente e protagonista, talmente bisognoso di attenzioni e di continue riflessioni da imporre di soffermarvi in molti modi la nostra attenzione.

La mania di se stessi. La continua domanda su chi siamo.

Lo specchio come un amore ossessivo ed estenuante.

Anoressia, bulimia, dipendenze da farmaci, tic ripetuti come se fossero atti rassicuranti. Il tentativo di espandersi verso l’esterno che spesso ricade nella ricerca del proprio io.

L’aggressività come risposta ai propri dubbi.

Il dubbio come costante compagno della nostra persona: queste alcune declinazioni portanti della rassegna, una collettiva a tema che mescola giovani talenti internazionali e nomi già molto noti.

Con questa mostra si conferma l’impronta impressa dalla nuova direzione di Angela Vettese, secondo la quale ogni evento si propone, o si trasforma, in una occasione per riflettere su di un tema di attualità pregnante.

Da sempre l’individuo ha a che fare, dall’inizio della propria maturità, con il problema di capire chi sia: lo testimoniano un insieme di riferimenti mitologici, filosofici e letterari, dalla figura di Narciso a quella del seduttore, da Giacomo Casanova a Soren Kierkegaard, fino al pensiero di Sigmund Freud e di André Gide, alla letteratura autobiografica di Marcel Proust, Italo Svevo e molti altri grandi autori.

Oggi le domande sulla costruzione dell’identità e sulle manie che la assediano sono rese ancora più attuali - soprattutto in quella parte ricca del mondo che può permetterselo - in conseguenza di alcuni fattori:

l’allungamento dell’adolescenza e cioè il periodo nel quale la persona incomincia a definire i confini della propria identità adulta; la possibilità di scegliere e di incarnare modi di esistere diversi, lontani dalla cosiddetta normalità o, al contrario il desiderio di uniformarsi ai comportamenti degli altri, come conseguenza, forse, della paura destata da tanta libertà : lo dimostra il conformismo che spinge molti adolescenti ad appiattirsi su un modello, l’attitudine che rende fertile il terreno per un consumismo tanto tribale quanto dispendioso.
La mostra EGOmania non si propone come un insieme di autoritratti e di ritratti di lettura immediata.

Ciascuna opera è stata scelta per i processi interiori che descrive, un percorso ad ampio raggio, a partire da quanto ci sia necessario il rapporto con la natura, fino alle follie a cui può spingere l’ossessione di sé.


“Mista” per eccellenza e volutamente composita, l’esposizione si avvale di prestiti prestigiosi da collezioni come la Deste Foundation di Atene e lo svizzero Migros Museum; in molti casi l’artista è stato personalmente coinvolto nella realizzazione di un’opera ad hoc.

La collettiva, per scelta, è aperta a molteplici letture per mettere in grado ciascuno di noi di poter trovare il linguaggio più adatto a descriversi.

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