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La Neurodietologia

La neurodietologia, la scienza che si occupa delle connessioni tra cibo, mente e psiche, ha confermato da tempo che il menù quotidiano influenza i comportamenti e le emozioni. Dunque a ciascuno la sua dieta perché ognuno ha la propria anima da rinnovare e un corpo da tenere in salute, a partire dal cervello. Il nostro organo pensante è infatti un divoratore di nutrienti, si ricarica con l’ossigeno e mantiene un’ottima forma con un regime alimentare ad hoc.

La neurodietologia, la scienza che si occupa delle connessioni tra cibo, mente e psiche, ha confermato da tempo che il menù quotidiano influenza i comportamenti e le emozioni.

Dunque a ciascuno la sua dieta perché ognuno ha la propria anima da rinnovare e un corpo da tenere in salute, a partire dal cervello. Il nostro organo pensante è infatti un divoratore di nutrienti, si ricarica con l’ossigeno e mantiene un’ottima forma con un regime alimentare ad hoc. Tra gli aminoacidi, costituenti essenziali delle proteine che fabbricano alcune strutture ex novo oppure rinnovano quelle da sostituire, il magico apriti sesamo sono triptofano e tirosina: agevolano la comunicazione fra le cellule cerebrali (neurotrasmettitori). La prova?

Il triptofano agisce sulla sintesi della serotonina (ormone), incrementando padronanza di sé, concentrazione e memoria.

L’acido glutammico, invece, apporta vivacità di idee e chiarezza di pensiero. Per fare il pieno dei tre amminoacidi basta mangiare semi oleosi, fagioli, cavolfiori, patate, cereali integrali, uova, latticini, latte di soia, tofu e polline.

A chi difetta la colina, fornita dagli alimenti sotto forma di lecitina (uova, soia, germe di grano), la memoria giocherà brutti scherzi. Per potenziare gli effetti della lecitina via libera ad alcune erbe come la stella di sera, l’iperico, l’erba medica, il ginseng, l’eleuterococco oppure le gemme di betulla varrucosa.
Dimenticate nomi e numeri di telefono, perdete oggetti chissà dove e vi sentite inutili?

Ciò può nascondere la carenza di vitamine e sali minerali. Il cervello è affamato di vitamine B (lievito di birra, cereali integrali, verdure crude, polline), C (polline, rosa canina, agrumi, pomodoro, ortaggi e insalate crude, frutta acidula) ed E (ortaggi verdi, olio extravergine di oliva e di semi, polline); e tra i minerali, zinco, selenio, ferro, fosforo, magnesio e iodio (polline, cereali integrali, legumi, alghe, ortaggi e frutta).

Guai poi a non fornire l’energia necessaria ai circuiti elettrici cerebrali: il glucosio è un carburante d’eccezione da cui attingere ogni giorno (cereali, legumi, miele, polline, ecc).

Di Massimo Ilari e Tiziana Urbinati