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Dieta per le Future Mamme

Ben 101 donne di Piacenza, prossime alla maternità, sono state protagoniste di una ricerca - la prima del suo genere in Italia - con la quale l'Università Cattolica piacentina (facoltà di Agraria ed Istituto di scienze degli alimenti) e l'unità operativa di ginecologia-ostetricia dell'Ausl di Piacenza hanno inteso valutare nel gruppo di future madri gli effetti di un importante elemento necessario allo sviluppo del nascituro, ovvero l'acido folico (o vitamina B9), la cui assunzione può ridurre dal 50 al 70 per cento alcuni tipi di malformazioni.

Dieta per le future mamme: la Cattolica all’avanguardia

Figli più sani ancor prima di venire alla luce, se la futura mamma è attenta alla sua dieta.

Ben 101 donne di Piacenza, prossime alla maternità, sono state protagoniste di una ricerca - la prima del suo genere in Italia - con la quale l’Università Cattolica piacentina (facoltà di Agraria ed Istituto di scienze degli alimenti) e l’unità operativa di ginecologia-ostetricia dell’Ausl di Piacenza hanno inteso valutare nel gruppo di future madri gli effetti di un importante elemento necessario allo sviluppo del nascituro, ovvero l’acido folico (o vitamina B9), la cui assunzione può ridurre dal 50 al 70 per cento alcuni tipi di malformazioni.

Elemento presente in diversi alimenti (tra cui asparagi, spinaci e fagioli, e, in minor quantità, in cereali, piselli, lattuga, uova, melone, arancio) e che, se assunto addirittura prima del concepimento, viene indicato come valida difesa dal rischio di eventuali patologie (tra cui la spina bifida), oltre a contribuire allo sviluppo e alla crescita regolari del nascituro.

Ma, quali sono gli esiti della ricerca piacentina, presentata nei giorni scorsi a Firenze in occasione del 18esimo congresso nazionale dell’associazione dietisti?

Alcuni più prevedibili: ad esempio, l’assunzione giornaliera a tavola dell’acido folico da parte delle 101 gestanti piacentine è risultato inferiore alle linee-guida internazionali. Altri esiti sono apparsi meno scontati: il diverso tipo di studi scolastici, infatti, ha mostrato sorprendentemente di influenzare le scelte alimentari. Un esempio? «Le donne con titolo di studio più alto - ha illustrato i risultati la dietista Monica Maj (Istituto di scienze degli alimenti della Cattolica diretto da Gianfranco Piva), che ha partecipato al progetto - hanno mostrato maggiori ingestioni di alimenti non tradizionali, come i corn-flakes, o soggetti a recente rivalutazione nutrizionale, come le uova ed i legumi».

Sempre in base ai riscontri della ricerca, è risultato che gli alimenti che determinano la maggior assunzione di acido folico sono

- i fiocchi di mais,
- i legumi
- gli spinaci.

Interessante, per i ricercatori, il fatto che nello spingere al consumo di questi tre alimenti sia però quasi assente la percezione della loro utilità.

La maggior parte delle scelte appaiono infatti dettate da gusto personale, eccezion fatta per i corn-flakes ed il lievito di birra, scelti dalle piacentine perchè “fanno bene“.