Questo sito contribuisce alla audience di

Riconoscere l'Anoressia

La persona anoressica vive nell'illusione che, cambiando il corpo, possa cambiare la sua vita. Il corpo diventa il palcoscenico sul quale viene messa in scena una sofferenza che le parole non possono dire. L'anoressia è anche una patologia del controllo. Il soggetto anoressico, per arginare il contatto con le emozioni e le relazioni che non riesce a controllare, cerca un equilibrio nel controllo illusorio sul cibo-corpo-peso.

L’anoressia si manifesta con una riduzione drastica dell’alimentazione e del peso corporeo.

La persona anoressica nega ad oltranza la fame che controlla tenacemente.In realtà è disperatamente affamata, non solo di cibo.

Ha fame di tutto: di relazioni, di affetti, di emozioni. Per questa ragione rifiuta ogni cosa.

È nel rifiuto che cerca un’illusoria autonomia da ogni bisogno e desiderio.

L’anoressia inizia con una dieta per migliorare la propria immagine.

La persona anoressica persegue un ideale di magrezza irraggiungibile, rispetto al quale si sente sempre inadeguata.

Così la dieta non termina più, la magrezza raggiunta non è mai abbastanza.

Nonostante la magrezza estrema, il corpo viene rappresentato e percepito sempre grasso.

Nell’anoressia la punta dell’iceberg è evidente, mostra un corpo ridotto alla fame, scheletrico, che evoca l’immagine della morte e provoca angoscia anche nei curanti.

Il digiuno, nell’anoressia, compromette seriamente le funzioni vitali.

La persona anoressica vive nell’illusione che, cambiando il corpo, possa cambiare la sua vita.

Il corpo diventa il palcoscenico sul quale viene messa in scena una sofferenza che le parole non possono dire.

L’anoressia è anche una patologia del controllo. Il soggetto anoressico, per arginare il contatto con le emozioni e le relazioni che non riesce a controllare, cerca un equilibrio nel controllo

illusorio sul cibo-corpo-peso.

La Brochure del Ministero delle Pari Opportunità