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Bella Come Barbie

Le hanno tra le mani tutti i giorni, filiformi esempi della moda imperante: le vestono e le truccano giocando a essere come loro, immaginandosi così, belle e bionde, altissime e magrissime. Come Barbie, l'amica, l'esempio da seguire. E se invece nella realtà - anche a sette anni può accadere - lo specchio rimanda un'immagine più pienotta, se al posto del vitino di vespa (nessuna bambina ancora ce l'ha) ci si ritrova una pancetta da bebè, ecco che la bimba-Barbie non si piace. E così si mette a dieta.

Le hanno tra le mani tutti i giorni, filiformi esempi della moda imperante: le vestono e le truccano giocando a essere come loro, immaginandosi così, belle e bionde, altissime e magrissime. Come Barbie, l’amica, l’esempio da seguire.

E se invece nella realtà - anche a sette anni può accadere - lo specchio rimanda un’immagine più pienotta, se al posto del vitino di vespa (nessuna bambina ancora ce l’ha) ci si ritrova una pancetta da bebè, ecco che la bimba-Barbie non si piace. E così si mette a dieta.

Ebbene sì, una bambola può spingere le bambine verso l‘anoressia o comunque la tendenza a sentirsi grasse. L’idea era balenata a più di una mamma la cui figlioletta di sette anni, al posto che pensare a giocare, è lì che studia il proprio fisico e lamenta i chili di troppo: ma ora la teoria acquista la patina scientifica di un lavoro pubblicato recentemente sulla rivista “Developmental Psychology”.

“I giovani sono esposti ogni giorno a numerosi messaggi che promuovono magrezza e ideali di bellezza irrealistici, ma la Barbie sembra giocare un ruolo speciale nello sviluppo dell’immagine corporea nelle ragazze molto giovani, di meno di 8 anni”. A puntualizzarlo, nel commentare l’articolo della rivista “Developmental psychology” e’ Riccardo Dalle Grave, presidente dell’Aidap, Associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso.

“C’e’ una fase in cui le bambine potrebbero usare la Barbie come modello che finirebbe tra i 7 e gli 8 anni perché’ in tale età le bambine avrebbero già interiorizzato la magrezza come ideale di bellezza”.

I problemi legati all’immagine corporea e i disturbi dell’alimentazione, spiega l’esperto, “sono un fenomeno in costante aumento” e “sono molteplici i fattori che possono portare allo sviluppo di queste problematiche come: tratti di personalita’, fattori genetici, famigliari, sociali ecc…”.

Per questo, conclude il presidente dell’Aidap, “e’ necessario rafforzare i programmi di prevenzione che non dovrebbero piu’ coinvolgere solo gli adolescenti, ma dovrebbero prendere in considerazione eta’ minori”.