
(Adnkronos Salute) - L’aspartame non aumenta il rischio di tumori. A riconfermare la sicurezza di questo dolcificante, molto utilizzato, è un gruppo di esperti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che ha valutato lo studio a lungo termine condotto dalla Fondazione europea Ramazzini di Bologna sulla cancerogenicità dell’aspartame.
Alla fine delllo scorso anno la ricerca ha destato allarme, evidenziando un possibile legame tra l’aumento di tumori e l’assunzione di questa sostanza nei topi. Nel parere scientifico presentato oggi a Roma, gli esperti dell’Efsa concludono che ”Sulla base di tutti i dati disponibili non vi è alcuna necessità di rivalutare ulteriormente la sicurezza dell’aspartame.
Non è necessario inoltre rivedere la dose giornaliera accettabile di 40 milligrammi per ogni chilo di peso corporeo, fissata per questa sostanza”. Secondo il gruppo infatti, i livelli di assunzione del dolcificante in Europa non superano i dieci mg/kg, ben al di sotto dunque della soglia
massima.
L’aspartame, una sostanza povera di calorie e circa 200 volte più dolce dello zucchero, è autorizzato all’uso come additivo alimentare ed edulcorante da tavola da più di 20 anni in gran parte del mondo.
Si trova in bevande, dolciumi e caramelle, gomme da masticare, prodotti dietetici.
Ed è frequente vederlo utilizzare per addolcire te e caffè. In tutti questi anni, ricorda l’Efsa, la sicurezza dell’aspartame è sempre stata oggetto di controversie. A metterla in dubbio è soprattutto lo studio della Fondazione Ramazzini di Bologna su quasi 2 mila ratti, che ha evidenziato un aumento di leucemie, linfomi e altri tumori.
In pratica, ”l’Efsa ritiene che i risultati dello studio della Fondazione Ramazzini sull’aspartame non
forniscano basi scientifiche per riconsiderare il suo utilizzo nei prodotti alimentari. Quella dell’Efsa è una valutazione puramente scientifica, senza alcun condizionamento politico nè di altro tipo. Se in futuro saranno disponibili ulteriori informazioni sull’aspartame, l’agenzia le valuterà con
la massima priorità”.

Luisa Maria Carretta








