
Quando, da genitori, ci troviamo di fronte ad un bambino con uno scarso interesse per il cibo, tendiamo ad allarmarci.
I segnali sono evidenti: non è interessato al cibo, fa fatica a mangiare, è svogliato, non finisce quello che gliviene preparato, a volte si rifiuta del tutto di mangiare
In questo caso, come sempre con i bambini, è importante ricordare che l’appetito varia a seconda delle esigenze nutrizionali , ed allo stadio dello sviluppo.
· Tra 1 e 2 anni Il bambino riduce il ritmo di crescita e cala anche il fabbisogno calorico.
· A 2 anni il bambino vive una fase delicata, conquista un posto a tavola e comincia a mangiare da solo ma spesso l’ora della pappa è un’interruzione alle attività piacevoli e, nonostante venga spesso chiamato, può cominciare a non rispondere ai richiami dei genitori.
· Tra i 2 ed i 3 anni il gusto del bambino va definendosi e l’atteggiamento svogliato nei confronti del cibo o il rifiuto di mangiare determinati alimenti può dipendere da molti fattori: l’influenza dell’ambiente, la conflittualità con un fratellino o una naturale inappetenza
Se, dopo aver consultato uno specialista, per un accertamento attraverso un controllo, questa fase continua è importante adottare piccole astuzie che rendano più piacevole l’ora del pasto.
I genitori non dovrebbero ostinarsi a farlo mangiare. Sarà bene proporre piatti sempre diversi e unici e se anche non finisce tutto, perché non gli piace, basterà che ne mangi almeno un po”
L’importante è che il peso del bambino progredisca in modo regolare e proporzionato alla statura.
Luisa Maria Carretta

Luisa Maria Carretta








