
Fonte: greenplanet.net. Una dieta a base di tagliatelle. Non al ragù, ovviamente, ma alla poliglucosamina.
L’offensiva ai chili di troppo parte da Preci, nel cuore della Valnerina.
E’ qui, entro le quattro mura del piccolo villaggio umbro, 600 metri d’altitudine e 800 abitanti, il quartier generale della rivoluzione alimentare. In favore della tagliatella che fa dimagrire, assorbendo i grassi in eccesso, si è mobilitato perfino il primo cittadino.
Ci ha scommesso la camicia il giovane sindaco Alfredo Virgili, che ha addirittura pensato a una sperimentazione in piena regola, chiedendo a 40 volontari di ingollarsi ricchi piatti di tagliatelle.
L’alimentazione made in Italy non può prescindere dalla pasta e la pasta - si sa - fa ingrassare.
Ecco allora che entra in gioco la chimica. E a tavola si cambia rotta.
Al posto di piatti ricchi di vitamine e fibre un trionfo di carboidrati che nulla tolgono alla linea.
Le tagliatelle anti-adipe sono un’invenzione del dottor Umberto Cornelli, presidente della società europea di nutrizione biologica. Il messaggio è chiaro: la tagliatella, icona della gastronomia tricolore, fa bene alla silhouette.
A decretare il successo della sperimentazione non è esclusivamente l’ago della bilancia.
Fettuccia alla mano, i volontari «over-size», sottopostisi ad overdosi di tagliatelle, hanno riscontrato una diminuzione della circonferenza addominale. I risultati sembrano non lasciar adito a dubbi: le tagliatelle sciogli-grasso funzionano.
Senza nemmeno dover dilapidare fortune in prodotti più o meno economici della sempre fiorente «diet industry».
Lo studio ha anche ottenuto la benedizione americana della rivista «The Journal Nutrition», che esalta le virtù miracolose di un consolatorio piatto di tagliatelle «light».
E, se lo dicono loro, le frotte di fast food dipendenti, ormai da decenni impegnate in crociate anti-ciccia, forse c’è da davvero credergli….

Luisa Maria Carretta








