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Terapia antiobesità

Gli interventi dietetici e l’esercizio fisico rappresentano le strategie di base per il trattamento dell’obesità. La chirurgia bariatrica e l’impianto endogastrico di un dispositivo ( palloncino ) sono soluzioni adatte a pazienti fortemente obesi. I farmaci trovano, invece, impiego più ampio, anche nei pazienti in sovrappeso con fattori di rischio per malattie cardiometaboliche.

L’obesità è descritta dall’indice di massa corporea ( BMI, body mass index ). Il BMI è calcolato dividendo il peso di una persona per il quadrato della sua altezza.
Il peso normale è definito da un valore BMI inferiore a 24.9 Kg/m2.
Un soggetto che presenta un BMI compreso tra 25 e 29.9 kg/m2 è considerato in sovrappeso, mentre un BMI maggiore di 30 Kg/m2 è, invece, obeso.

Gli interventi dietetici e l’esercizio fisico rappresentano le strategie di base per il trattamento dell’obesità.
La chirurgia bariatrica e l’impianto endogastrico di un dispositivo ( palloncino ) sono soluzioni adatte a pazienti fortemente obesi.
I farmaci trovano, invece, impiego più ampio, anche nei pazienti in sovrappeso con fattori di rischio per malattie cardiometaboliche.

Attualmente, solo 2 farmaci sono stati approvati dalle Autorità Sanitarie: la Sibutramina e l’Orlistat.

E’ in corso la sperimentazione clinica di un nuovo farmaco, il Rimonabant ( Acomplia ), il primo antagonista selettivo del recettore dei cannabinoidi di tipo 1 ( CB1 ).
Negli studi clinici, il Rimonabant ha prodotto una moderata perdita di peso ( circa il 5% della massa corporea ). Il farmaco è associato ad un’alta incidenza di drop-out ( 40-50% ), soprattutto per reazioni avverse di tipo psichiatrico ( depressione, ansia ).

In passato, un agonista 5-HT, Fen-Phen ( Fenfluramina e Dexfenfluramina ), altamente efficace nella riduzione del peso corporeo è stato ritirato dal mercato a causa di grave cardiotossicità. E’ in corso lo sviluppo di un agonista altamente specifico per il recettore 5-HT (2C), APD356. Tuttavia, il suo profilo di sicurezza non è stato ancora ben definito.

Cetilistat è un candidato farmaco che agisce inibendo le lipasi. In studi clinici di fase I e II ha dimostrato di possedere una migliore tollerabilità rispetto all’Orlistat ( percentuale di drop-uot: 2.5% versus 11.6%, rispettivamente ). ( Xagena_2006 )