
La cultura della bellezza ideale,
che ognuno in se possiede, senza seguire alcun modello,
che non sia il proprio.
Per non costruirsi montagne di grasso attorno, come nella bulimia,
o divenire ombre, bambini e ragazze quasi invisibili, come si sentiva Marilyn Monroe.
E? necessario partire da dentro, per creare una autostima personale che prescinda da modelli e condizionamenti. Il contatto con noi stessi è difficile, perché nel profondo, possiamo trovarci nudi di fronte alle nostre incertezze e alle nostre paure.
Soli con noi stessi: la più grande solitudine.
E’ uno spazio incolmabile.
A volte, si preferisce dimenticare quello che si è, protesi a diventare quello che non saremo mai, e che forse non vorremmo mai essere. Nel vuoto che si forma… tra i modelli famigliari inadeguati ed i modelli crudeli che la società propone, si alimentano le incertezze individuali e la ricerca di forme di auto spegnimento,
per una energia interiore che non riesce a nascere… o che si spegne strada facendo.
Le famiglie e la società hanno perso, strada facendo, molti ideali e non ne propongono di nuovi,
ma costruiscono insieme meccanismi che stritolano la speranza dell’individuo alla sua affermazione.
Soli dentro e soli fuori.
E quando ci si sente soli ed inutili,
qualsiasi droga o qualsiasi modello sostituisce il proprio,
che non ha il tempo e il luogo per nascere.
E quando ci si sente soli e la ricerca della visibilità cozza
contro non oltrepassabili muri ci si sente invisibili dentro,
ed allora si desidera essere invisibili anche fuori.
Riproduzione Riservata © Gilberto Gamberini


Luisa Maria Carretta








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