
Bambini milanesi e napoletani a confronto per comprendere le loro abitudini alimentari.
Lo ha fatto la Fondazione L. Bonduelle in occasione del progetto “Amici per la tavola”, finalizzato a comprendere quanto sia diffusa tra i più piccoli una alimentazione corretta e sana.
Ad essere coinvolti sono stati 2.200 allievi delle scuole elementari dei due capoluoghi, di età compresa, quindi, tra i 6 e i 10 anni. I risultati dell’indagine hanno chiarito che in entrambe le città i bambini mangiano male e in maniera poco equilibrata, ma per motivi diversi:
a Milano la fretta che caratterizza la vita quotidiana dei genitori contribuisce alla diffusione di cibi precotti e industriali,
a Napoli, invece, i bambini mangiano in maniera più istintiva ma non hanno alcuna regola a tavola.
In entrambi i casi questi difetti nella gestione del cibo destinato ai più piccoli si traducono in un maggiore rischio obesità.
Sono soprattutto le scorrette abitudini a tavola a contribuire ad un anomalo rapporto dei bambini con il cibo. Il 55% dei milanesi mangia le stesse cose a pranzo a cena, mentre il 77% dei napoletani diversifica i cibi; la pasta nel capoluogo lombardo viene condita con salse pronte, mentre i sughi di Napoli sono sempre più gustosi ed elaborati.
Ma se questo round lo vince Napoli, quello sulle regole relative ai cibi è assegnato decisamente alle mamme milanesi. Nelle case meneghine niente snack davanti alla tv il pomeriggio e no alle bevande gassate e alle merendine industriali fuori pasto.
A Napoli, invece, via libera a patatine fritte, bibite gassate e dolcetti davanti alla televisione e tutte le ore…..
fonte: paginemediche.it

Luisa Maria Carretta








