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Anoressia Bulimia: il Punto della Situazione

Circa il 5% della popolazione italiana soffre di disturbi del comportamento alimentare, il 95% sono donne, quelle che più di frequente hanno un rapporto profondamente conflittuale con il proprio corpo: ci si guarda allo specchio che riflette un’immagine che non è mai quella desiderata; tuttavia ad ammalarsi, sempre più spesso, anche gli uomini. Quando ci si accorge di avere un figlio, un amico, un conoscente malato di patologie del comportamento alimentare è fondamentale individuare i luoghi di cura più adatti: serve psicoterapia e rieducazione alimentare.

L’ABA e l’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma hanno diffuso alcuni dati davvero preoccupanti, su anoressia, bulimia e obesità psicogena gravi patologie che minano, a volte irreversibilmente, l’equilibrio fisico e psichico di uomini e donne.

L’ABA e l’ISTAT hanno rivelato come i disturbi alimentari si manifestino soprattutto nella fascia di età compresa fra i 12 e i 25 anni, anche se nell’ultimo periodo si è evidenziato un preoccupante allargamento di questa fascia sia verso il basso che verso l’alto: si ammalano anche le bambine prepuberi e le donne in menopausa.

Circa il 5% della popolazione italiana soffre di disturbi del comportamento alimentare, il 95% sono donne, quelle che più di frequente hanno un rapporto profondamente conflittuale con il proprio corpo: ci si guarda allo specchio che riflette un’immagine che non è mai quella desiderata; tuttavia ad ammalarsi, sempre più spesso, anche gli uomini.

L’anoressia, la bulimia e l’obesità psicogena riconoscono fra le loro cause non solo la non accettazione del proprio aspetto fisico, ma anche un rapporto difficile con i genitori, specialmente con la figura materna, il cibo come unica risposta fornita da genitori assenti e distratti alle domande di figli incapaci di relazionarsi con il mondo adulto, perdite affettive importanti ed eventi traumatici infantili.

Nell’obesità psicogena non è rintracciabile alcuna causa fisiologica, di solito non c’è alcuna disfunzione metabolica: il soggetto sceglie con cura gli alimenti di cui è più ghiotto, non lo vomita, ma ne mangia a dismisura.

I bambini e gli adolescenti obesi sono spesso derisi dai compagni, ma non si ribellano anzi mangiano ancora di più, come se il cibo potesse proteggerli dalle emozioni e dalle relazioni con l’esterno.

Anche i bulimici, come gli obesi, ingeriscono grandi quantità di cibo, ma di nascosto ingurgitando tutto quello che trovano anche alimenti crudi o surgelati e subito dopo lo vomitano. I bulimici, di solito, sono normopeso, nessuno si accorge del loro malessere e questo li fa sentire profondamente colpevoli perché si rendono conto di tradire la fiducia e le aspettative di chi li circonda.

Il loro provocarsi il vomito anche più volte al giorno, li porta a danneggiare molto seriamente l’apparato digerente, l’esofago e i denti, poiché i succhi acidi che continuamente arrivano alla bocca con il vomito corrodono la dentina. L’anoressico, invece, tenta disperatamente di controllare lo stimolo della fame e persegue un ideale di magrezza irraggiungibile: il peso perso non è mai abbastanza.

Il soggetto anoressico non potendo controllare le proprie emozioni né gli avvenimenti attorno a lui controlla almeno il proprio peso fino ad autodistruggersi: nel 40% dei casi all’anoressia si accompagna anche la bulimia.

È molto importante considerare l’anoressia, la bulimia e l’obesità psicogena per quello che sono: patologie in cui è riconoscibile sia una componente fisiologica che psicologica e non capricci passeggeri tipici dell’adolescenza.

Quando ci si accorge di avere un figlio, un amico, un conoscente malato di patologie del comportamento alimentare è fondamentale individuare i luoghi di cura più adatti: serve psicoterapia e rieducazione alimentare.

di Angela Nanni

angela@insalute.it