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D C A : Epidemiologia

In questi ultimi anni i Disturbi del Comportamento Alimentare hanno subito un notevole incremento, tale da rappresentare un fenomeno di allarme sociale per i paesi del mondo occidentale e quindi anche per l’Italia. Ogni 100 ragazze in età adolescenziale, 10 soffrono di qualche disturbo del comportamento alimentare, 1-2 delle forme più gravi come l’anoressia e la bulimia, le altre delle manifestazioni cliniche transitorie e incomplete.

INTRODUZIONE

 

EPIDEMIOLOGIA

 

In questi ultimi anni i Disturbi del Comportamento Alimentare hanno subito un notevole incremento, tale da rappresentare un fenomeno di allarme sociale per i paesi del mondo occidentale e quindi anche per l’Italia. Ogni 100 ragazze in età adolescenziale, 10 soffrono di qualche disturbo del comportamento alimentare, 1-2 delle forme più gravi come l’anoressia e la bulimia, le altre delle manifestazioni cliniche transitorie e incomplete.  I dati epidemiologici comuni a tutte le ricerche internazionali  riguardanti la prevalenza per l’età e  il sesso della popolazione colpita dal disturbo ci indicano  un rapporto femmine-maschi di 9 a 1. ed un aumento dell’incidenza della patologia bulimica rispetto a quella anoressica .Uno degli studi più estesi effettuato in Inghilterra da Turnbull [1](1996) che ha    svolto un’indagine su una popolazione di 4 milioni di individui, attraverso la collaborazione di medici generici (Inghilterra e Galles), sottolinea come vi sia un netto interessamento del sesso femminile rispetto a quello maschile e come il disturbo bulimico abbia una più elevata età d’insorgenza rispetto al disturbo anoressico.

Per quanto riguarda l’incidenza dei disturbi anoressico e bulimico, Turnbull mette in evidenza che: nell’anno 1993 l’incidenza è del 4,2 per 100.000 per l’anoressia e del 12,2 per 100.000 per la bulimia. Non vi è un concreto aumento dell’incidenza per quanto riguarda ]’anoressia mentale: considerando solo il sesso femminile nella fascia d’età 10-39 anni. dal 18,5 per 100.000 ottenuto nel 1988 si passa al 18,1 nel 1993, i casi di bulimia sono invece in aumento: nello stesso tipo di campione si passa dal 14,6 per 100.000 ottenuto nel 1988 al per 51,7 per 100.000 nel 1993. Un simile incremento viene riscontrato da Papsberg e Wang in Danimarca (1994)[2], e da Hoek in Olanda (1991, 1995.)[3] Il  fenomeno quindi tenendo conto delle diverse manifestazioni in cui si esprime. sembra assumere le connotazioni di un vero e proprio disturbo epidemico.

Tali patologie che in passato sembravano esclusivamente delle classi medio-alte si sono diffuse negli ultimi anni in tutti gli strati sociali coinvolgendo una fascia di età variabile dai 10 ai 25 anni. A livello internazionale gli studi di prevalenza hanno indicato valori compresi tra 0,2 e 0,8% per l’anoressia nervosa e tra 0,5 e 1,5% per la bulimia nervosa. L’incidenza dell’anoressia nervosa negli ultimi anni sembra stabilizzata su valori 4-8 nuovi casi annui per 100.000 individui, mentre quella della bulimia nervosa risulta essere in aumento ed è valutata in 9-12 nuovi casi all’anno. La stima del Disturbo di Alimentazione Incontrollata (DAI) si aggira intorno all’1% nella popolazione generale e al 3% tra i soggetti obesi, i Disturbi del Comportamento alimentare non altrimenti specificati del 3,7%-6,4%. Tali indici di prevalenza si riferiscono a popolazioni di sesso femminile: il rapporto maschi/femmine è stato stimato pari a un caso ogni 10-20 soggetti. Il DAI interessa una parte consistente della popolazione obesa, anche adulta, in misura variabile in funzione del grado di obesità e di altri fattori (10-30%).(3,4,5)

 

 

 

dott.ssa Laura Dalla Ragione

 

Responsabile AUSL 2 dell’ Umbria Centro Residenziale per i Disturbi del Comportamento Alimentare e del peso

 

 

 

Il contenuto pubblicato è originale ed esclusivo dell’autrice che ringrazio per la professionalità, la gentilezza e la sensibilità che dimostra avendolo proposto. Riproduzione Riservata e tutelata dalle norme vigenti in materia di diritto d’autore

 

 

 [1] Turbull S., Ward A., et al. (1996), “The demand for eating disorder care, An epidemiological study using the general  practice research database”. British Journal of Psychiatry,169, 705-712 . 

[2] Papsberg A.K. & Wang A.R. (1994). “Epidemiology of anorexia nervosa and bulimia nervosa in Bornholm Country”, Denmark. 1970-1989 A.cta Psichiatrica  Scandinavica . 90 ,259-265.

[3] Hoek H.W. (1991), “The incidence and prevalence of anorexia nervosa and buli­mia nervosa in primary care”, Psvchological Medicine. 21. 455-460.

Hoek H.W., Bartelds A.I.M. et al. (1995), “lmpact of urbanization on detection rates of eating disorders”, American Journal of  Psychiatry, 152, 1272-1278.

 

 

 

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